Vorrei sentire la tua voce gridare, tentare, sbagliare…

“Era un ragazzo di così buona famiglia”, si sente dire con sottofondo di campane a morto. A volte anche dalla famiglie migliori vengono fuori individui legati indissolubilmente a un’idea, per la quale sono pronti a gridare, tentare e sbagliare a prescindere. Le famiglie migliori, anzi, sono proprio quelle che pompano nel cuore della nostra società, svuotata e rassegnata, i loro figli cresciuti così. In ogni ambito, i gendarmi del quieto vivere allungano sempre più i tentacoli della repressione. La curva Maratona conta ormai decine di diffidati per motivi (motivi?) incomprensibili, al di là di ogni logica e giustizia: ce n’è per chi ha cercato di afferrare la maglietta di un giocatore a fine partita, per chi ha acceso una torcia lontanissimo dallo stadio, per chi si è attardato a fare quattro chiacchere tra i tornelli e gli ingressi, per chi è stato “visto” in una zona dove non avrebbe dovuto essere (tanto, 50 metri più in qua o più in là significano solo due anni di firma ogni domenica). Il continuo inasprimento delle leggi sulla violenza nel calcio ha appiattito ogni differenza tra ultras e semplice tifoso. L’Athletic Daspo granata è formato da ultras che orgogliosamente rivendicano le loro azioni e le loro turbolenze, ma anche da una notevole quantità di tifosi che – da un giorno all’altro – si è trovata sbattuta in un labirinto di denunce, interrogatori, avvocati, aule di tribunale. La fede comune di tutte queste persone è il Toro; la famiglia comune di tutte queste persone è la Maratona.
…Non sopporto più di vederti morire ogni giorno, innocuo e banale
Visualizzazione post con etichetta Comunicazioni. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Comunicazioni. Mostra tutti i post
venerdì 23 settembre 2011 |

GLI AMICI DI PIERO

benefit live show, tredicesima edizione

lunedì 26 settembre 2011, dalle 19

al CACAO – Parco del Valentino, Torino

Torna per il tredicesimo anno il tradizionale appuntamento con il concerto de GLI AMICI DI PIERO. Dal 1999 tutti gli anni a settembre i musicisti torinesi si riuniscono in una maratona musicale in cui tutti i gruppi si esibiscono gratuitamente e alla pari, senza gerarchie né diritti di precedenza, in memoria dell’amico scomparso Piero Maccarino, cantante e fonico che proprio nel 1999 è mancato a causa di un male incurabile.

Mai dimenticato rude boy, cantante, ultras del Toro e fonico, Piero è ancora nella mente di tutti il ragazzo che urlava forte “Torino è la mia città!” dal microfono che impugnava come una rivoltella di parole fronteggiando bolgie di pogo selvaggio. E da allora gli Amici di Piero sono sempre di più e coloro che non lo conoscevano hanno imparato ad amarlo e a conoscerlo grazie a questi concerti. Coloro che lo conoscevano, invece, approfittano di questa occasione per suonare, ascoltare buona musica ed incontrarsi… tutti più vecchi e tutti più fortunati. E così lunedì 26 settembre a partire dalle ore 19 al Cacao – viale Ceppi 6 nel Parco del Valentino – saliranno sul palco alcuni tra gli amici di Piero, mentre gli altri balleranno, brinderanno e contribuiranno a dare un aiuto all’UGI (Unione Genitori Italiani), attiva all’interno dell’ospedale Regina Margherita a sostegno dei bambini malati di leucemia, e dal 2005 anche alla Fondazione Caterina Farassino che opera a sostegno dei bambini in condizioni economiche disagiate. Oggi, come fu nel 1999 davanti a Giancarlo, il concerto de Gli Amici di Piero è infatti un’occasione per stare insieme e ricordare, ma anche per aiutare chi ha bisogno. In attesa delle conferme dell’ultimo minuto, che ogni anno allungano la lista dei perfomer ecco i primi nomi: Casino Royale – Blue Beaters – Afica Unite – Sabaudians – Linea 77 – Fratelli di Soledad – Soulful Orchestra – El Tres – Statuto – Ghetto Blaster Orkestra – Monaci del Surf – Cyborgs – Santabarba – Ball & Chains – Luca Morino – Obo Mobo – Bianco – Plastination – Dj Gruff e tanti altri. Presentano la serata Mao e Domenico Mungo.

PIERO MACCARINO dall’età di 17 anni è stato il cantante di uno dei primissimi gruppi punk torinesi: i Rough. Più di dieci anni dopo ha incominciato a lavorare come tecnico del suono fra gli altri per: Bluvertigo, Mao e la Rivoluzione, Massimo Volume, Daniele Silvestri, Subsonica. I Rough vengono considerati, con i bolognesi Nabat, tra le prime e più importanti band Oi! italiane. Si formano nel 1981 ed iniziano rivisitando brani classici del punk inglese. Vengono individuati subito da Giulio Tedeschi, noto pioniere dell’underground musicale italiano, che nel febbraio dell’anno dopo produrrà per la Meccano Records un EP 7″ conosciuto come “Torino è la mia città”, dal titolo di uno dei 4 brani inediti presentati. Il debutto discografico coincide con il periodo di maggiore notorietà: recensioni sulle riviste specializzate, interviste, concerti. La band si scioglie nel 1984. Ad inizio anni novanta il brano “Torino è la mia città” diventerà, dopo essere stato reinterpretato da alcune band locali, molto popolare nei Paesi Baschi. Piero Maccarino, primo cantante della band, muore prematuramente nel maggio del 1999. A lui è dedicato il brano degli Statuto “Un fiore nel cemento” e “Microchip emozionale” dei Subsonica. Daniele Silvestri parlando di Piero lo ricorda così: “A proposito di band, in quel tour al basso, invece di Emanuele c’era Max Gazzè. E aggiungo con un pò di dolore che quando negli articoli parlo di Piero, che non è il solito Monterisi (il batterista), mi riferisco a Piero Maccarino, il nostro fantastico pluri-tatuato fonico torinese con cui proprio a Cuba, da compagni di stanza, fra l’altro, nacquero stima e amicizia. Quasi sicuramente oggi sarebbe ancora il nostro fonico, invece in quegli erotici giorni cubani Pierino era già mortalmente colpito dal male bastardo che pochi mesi dopo ce lo ha portato viaa. Ci tengo a dire che ha scelto di lavorare con noi fino all’ultimo momento possibile. O vittoria o muerte, pierì! ”

La FONDAZIONE CATERINA FARASSINO è nata per ricordare la giovane fotografa del rock cittadino volata via troppo giovane. “Al ricordo di Piero, da tre anni abbiamo deciso di unire anche il ricordo di una nostra amica che è volata a scattare le sue foto dal cielo. Caterina Farassino, se ne è andata in una notte di fine autunno, lasciandoci così vuoti e smarriti che ancora non vogliamo crederlo. E il non rassegnarci ad averli visti volare via troppo giovani e sorridenti, ci impone ogni anno di fare qualcosa insieme a loro. Quello che a loro piaceva di più: fare musica, ascoltare musica e coinvolgere più gente possibile in un abbraccio collettivo”.(Amici di Piero).

L’UNIONE GENITORI ITALIANI opera all’interno dell’Ospedale Regina Margherita per assistere i bambini malati di leucemia e le loro famiglie.

PER INFORMAZIONI:

www.fondazione.caterinafarassino.it

www.ugi-torino.it

Etichette:




Come richiesto da Federsupporter ( cfr. lettera del 5 settembre scorso, consultabile su www.federsupporter.it), si è tenuto oggi, 15 settembre, un incontro con l’Osservatorio, convocato da quest’ultimo, che fa seguito a quello del 18 agosto ( cfr. relativo comunicato del 22 agosto sempre su www.federsupporter.it).
In particolare, l’incontro odierno ha avuto ad oggetto l’esame della situazione in merito alla tessera del tifoso, alla luce di quanto emerso nell’incontro del 18 agosto e della Determinazione n. 30/2011 dell’Osservatorio del successivo 1 settembre, con la quale quest’ultimo ha deciso non esserci “ le condizioni per procedere al rilascio di abbonamenti ovvero altre facilitazioni in difformità di quanto stabilito nel protocollo d’intesa siglato il 21 giugno scorso” .
Nell’incontro odierno l’Osservatorio ha spiegato che tale decisione deve essere essenzialmente attribuita al fatto che non tutte le società di calcio di Serie A, B e Pro risultano collegate all’apposito sistema informatico di verifica dell’inesistenza/esistenza di motivi ostativi all’ accesso agli stadi, così come previsto dal citato protocollo d’intesa del 21 giugno scorso stipulato tra Ministero dell’Interno, CONI, FIGC, Leghe di Serie A, B e Pro.
Pertanto, la soluzione prospettata nell’incontro del 18 agosto u.s.: vale a dire la possibilità di vendere a chi sia sfornito della tessera del tifoso carnet di biglietti per le gare casalinghe, caricati elettronicamente su apposita card, previa verifica in tempo reale, mediante collegamento con il suddetto sistema informatico, dell’assenza di motivi ostativi all’ accesso agli stadi, non può, allo stato, essere garantita in condizioni di parità di trattamento per i tifosi di tutte le società di calcio.
A queste difficoltà organizzative si deve aggiungere che non poche società sembrerebbero, in realtà, poco propense ad adottare la soluzione di cui trattasi, in quanto essa non consentirebbe più lo sfruttamento commerciale insito nel fatto che la tessera del tifoso incorpora o è incorporata in una carta di credito ricaricabile che comporta, per le stesse società e per altre imprese coinvolte nell’emissione della carta, notevoli vantaggi economici.
E’ stata, peraltro, ribadita la volontà e la disponibilità dell’Osservatorio di individuare e valutare ogni possibile soluzione che faciliti ai tifosi la possibilità di assistere alle gare della propria squadra, fermo restando il rispetto dei principi che stanno alla base della tessera e, cioè, lo scopo di evitare che possano accedere agli impianti sportivi soggetti che si siano resi autori di fatti e/o comportamenti violenti in occasione di manifestazioni sportive.
Scopo, questo, che costituisce l’unica ed esclusiva finalità della tessera che, quindi, nulla ha a che vedere con finalità commerciali ad essa estranee e che non può essere strumentalizzata dalle società per tali estranee finalità.
Federsupporter, per parte sua, in coerenza con l’espressa e riaffermata volontà e disponibilità di cui sopra dell’Osservatorio, ha auspicato ed auspica che l’Osservatorio stesso, almeno nell’immediato ed a titolo sperimentale, consenta la vendita, a chi sia sprovvisto della tessera del tifoso, di carnet di un numero limitato di biglietti cartacei per assistere alle gare casalinghe di quelle società che, collegate con l’apposito sistema informatico, siano in grado di verificare, all’atto dell’emissione e della vendita del carnet, che l’acquirente non sia incorso in uno dei motivi ostativi all’ accesso allo stadio.
Questa soluzione rappresenterebbe un primo passo ed un primo gesto di buona volontà nei confronti delle legittime esigenze dei tifosi e potrebbe facilitare, nel prosieguo, l’adozione di soluzioni più avanzate, fino al punto di fare in modo che l’abbonamento coincida con la tessera del tifoso, avendone le stesse finalità e caratteristiche e in modo che il titolare dell’abbonamento possa così acquistare biglietti per seguire la propria squadra in trasferta.
Secondo Federsupporter non è questo il momento di rigide e sterili contrapposizioni e prese di posizioni, bensì il momento di ricercare e trovare, con pazienza, spirito di collaborazione e pragmatismo reciproci, soluzioni che, pur non del tutto soddisfacenti, vadano, però, nella direzione giusta e proseguano nel percorso di progressivo avvicinamento alle esigenze dei sostenitori, evitandosi che la tessera del tifoso, da strumento di sicurezza, diventi un insanabile problema di carattere ideologico e politico e venga strumentalizzata surrettiziamente come mezzo di prevalente perseguimento di finalità commerciali.
Resta ferma, in ogni caso, la volontà di Federsupporter, come ribadita nell’incontro odierno, di perseguire, nei modi e nelle sedi opportune, quelle società che rifiutassero di rilasciare la tessera del tifoso o eventuali titoli equipollenti al richiedente che volesse solo tale tessera o titolo e non anche una carta di credito ricaricabile, incorporata o che incorpori la tessera o il titolo stessi.
Federsupporter,infine, ha preso e prende atto, con soddisfazione, dell’espressa e dichiarata volontà dell’Osservatorio di, nella sua qualità di Organo consulenziale del Ministro dell’Interno, richiamare l’attenzione sul fatto che si renda ormai necessario, in sede legislativa, apportare alcune modifiche e integrazioni alla vigente disciplina in materia di divieto di accesso ad impianti sportivi, eliminandosi da tale disciplina alcune evidenti illogicità ed iniquità.

Da quello che capiamo leggendo il comunicato di oggi di Federsupporter, sono le società stesse che non stanno facendo molto per tutare i tifosi (o clienti ormai)... Sperando che queste aprano un pò gli occhi, sembra però essere arrivata una soluzione per i non tesserati, alle partite casalinghe, sempre che le società li vogliano... rimangono un pò di buchi 'scoperti', come quel riferimento alla tessera per questioni legali : passi che non li possano vendere ai diffidati con diffida in corso, ma si spera che a quelli che hanno già dato non si debba attendere i 5 anni, come da tessera previsto...
Etichette:
giovedì 15 settembre 2011 |



Come preannunciato è partita l'azione collettiva per tutelare i tifosi dal danno individuato dal Garante della Privacy per chi ha sottoscritto la tessera del tifoso prima del 31 dicembre 2010. A coordinare il tutto gli avvocati Contucci, Adami e Ricchiuto.

A tal proposito abbiamo sentito l'avvocato Mattia Alfano che è il domiciliarato e referente per i tifosi viola.

“Non è un'azione contro le singole società non è nemmeno un'azione velleitaria o fantasiosa e meno che mai per stoppare la tessera del tifoso, a tal proposito sono in atto azioni diverse in questo momento. Ci stiamo semplicemente occupando di tutelare le persone che hanno sottoscritto la tessera del tifoso da un danno individuato dal Garante della Privacy.

Le varie società sono a nostro avviso coinvolte in via incidentale essendo le prime referenti dirette. Ma essendoci stata una uniformità per la compilazione del modulo vi è probabilmente un problema e una responsabilità alla fonte”.

Per come fare ad avere diritto al rimborso e ulteriori informazioni l'Avvocato Alfano ci ha così risposto: “ In questi giorni mi stanno chiamando tanti tifosi che vogliono avere tutte le informazioni al riguardo. Sono a disposizione di tutti i tifosi che vogliono aderire a questa azione o semplicemente avere al momento maggiori dettagli. In alternativa si possono rivolgere ai tre avvocati proponenti”.


Etichette:
venerdì 9 settembre 2011 |
E’ da poco cominciata la campagna abbonamenti per questa stagione e anche quest’anno, come l’anno scorso, la Curva Maratona si schiera compatta e decisa contro la tessera del tifoso e di conseguenza invita tutti i tifosi granata a NON abbonarsi, continuando la lotta contro questo provvedimento assurdo e limitativo delle libertà di ogni tifoso.
In questa stagione la tessera ha ampiamente dimostrato la sua inutilità, settori per tesserati vuoti e distinti stracolmi di ultras hanno fatto da cornice a tutto il campionato, sono aumentate le situazioni a rischio soprattutto per i tifosi tesserati che si sono ritrovati ad essere spesso a stretto contatto con i tifosi ospiti.
Molte altre volte, invece, si è semplicemente fatto finta che la tessera non esistesse, aprendo i settori ospiti a tifosi non tesserati e muniti di biglietto per altri settori e noi siamo stati in varie occasioni testimoni diretti di entrambe le situazioni.
Il governo, dal canto suo, si prodiga nella propaganda falsa ed ipocrita della propria creazione e mentre il ministro Maroni continua a ribadire quanto la tessera sia un successo, benché è evidente come non ci creda nemmeno lui, alcune società italiane (Roma e Cagliari su tutte) cominciano a cercare il modo per bypassare l’odiato “strumento di fidelizzazione”, eliminando gli abbonamenti o proponendoli senza l’obbligo di tesserarsi.
Il castello di menzogne sul quale si regge la tessera sta cominciando a sgretolarsi e questo ci da ancora di più la forza per lottare.
Il nostro “caro” presidente, intanto, sta cercando di comprare la nostra coerenza abbassando i prezzi degli abbonamenti, ma purtroppo per lui le nostre idee non sono in vendita.
Cairo attraverso gli abbonamenti in curva a 100 euro sta provando a fermare l’emorragia di spettatori che sta colpendo l’Olimpico negli ultimi anni a causa della sua gestione incompetente, ci teniamo a ricordargli che per convincere la gente ad andare allo stadio non serve fare gli sconti, ma piuttosto smetterla di prenderla per il culo, con una squadra dove i giocatori di proprietà si contano sulle dita di una mano e dove i neo acquisti arrivano tutti con la formula del prestito, dove anche quest’anno non si vede uno straccio di progetto.
Noi, per cui il Toro viene veramente prima di tutto, rifiutiamo l’abbonamento anche per questo motivo, abbonarsi è un modo per dare sostegno a Cairo poichè per lui ogni tifoso abbonato è un tifoso che sta dalla sua parte.
Non dobbiamo mollare ora, l’anno scorso abbiamo totalizzato pochissimi abbonamenti, con una curva piena di gente che ha passato l’intera stagione a sventolare orgogliosamente i propri biglietti in faccia alla digos, continuiamo a farlo, questa stagione, la prossima e quella dopo ancora fino al giorno in cui Maroni non prenderà la sua amata tessera e se le infilerà in culo.
NO ALLA TESSERA DEL TIFOSO! NO ALL’ABBONAMENTO!
TORINO
Etichette:
Il gruppo TORINO non scende a compromessi con il ministero degli interni e gli apparati di polizia. Noi la tessera non la facciamo, non intendiamo prostrarci ulteriormente di fronte all'ultimo atto che vuole sancire la morte del tifo negli stadi.
Dopo aver accettato il biglietto nominale che ci obbliga a mostrare un nostro documento di identità a persone non facenti parte ad organi di polizia (misura che non esiste in nessun'altra parte del mondo, né nella tanto decantata Inghilterra, né in Germania o Olanda), i settori ospiti chiusi (ad esempio nelle partite contro Empoli, Udinese o Chievo Verona), non accetteremo di andare in giro con un chip che identifica tutti i nostri movimenti, "donando" soldi ad aziende che nulla hanno a che fare con la nostra passione.
Abbiamo scelto di non chiedere autorizzazioni quest'anno rinunciando anche al colore, rifiutando compromessi con la questura, la quale non ha fatto altro che colpirci con denunce e diffide. Non passeremo da loro a chiedere se potere entrare o meno nei nostri stadi.
Con la Tessera del Tifoso saranno controllate milioni di persone, se consideriamo che quest'anno gli spettatori fra Serie A e B si aggirano intorno ai 10 milioni di presenze e che grazie al sistema RFID le loro informazioni personali saranno visibili da tutti i dispositivi basati su questa tecnologia.
La nostra posizione è sempre stata chiara già dall'aprile del 2009, quando esponemmo a Milano, nella culla nativa di questa porcheria legislativa, lo striscione "TESSERA DEL TIFOSO, METODO DI REPRESSIONE SKYFOSO". Non solo, anche a Torino, in occasione della visita di settembre del ministro degli interni Maroni, sotto il comune, sotto l'albergo in cui era ospitata la nazionale italiana e alla festa della Lega Nord dove Maroni era atteso.
Noi la tessera non la faremo e chiediamo a tutti i tifosi del Toro di non sottoscriverla: la libertà personale e collettiva non può essere messa in discussione, soprattutto da chi lo fa per semplice interesse economico.
Noi continueremo ad essere presenti... A MODO NOSTRO.
Etichette:
lunedì 19 ottobre 2009 |
Sul sito della Lega Pro è già da qualche giorno disponibile per la consultazione un documento promozionale della tessera del tifoso, unitamente al modulo ufficiale per farne richiesta.
In tale documento vengono illustrate le motivazioni per cui un tifoso dovrebbe senza indugio entrarne in possesso e bastano poche righe per rendersi subito conto della natura truffaldina di quello che viene spacciato per "strumento innovativo".
In tutti questi mesi politici e benpensanti vari hanno dato aria alla bocca sostenendo un progetto, a loro detta, nato e concepito per arginare il fenomeno della violenza negli stadi. A quanto pare, però, sono finiti per dare vita in primis a una enorme manovra di marketing su scala nazionale, che ha ben poco a che vedere con i sani valori dello sport di cui si fanno affannosamente promotori.
Ci risulta, invece, che costoro promuovano esclusivamente gli insani valori del profitto e della speculazione, tant'è che la neonata tessera del tifoso altro non è che una carta VISA con codice IBAN associato, che potrà essere personalizzata dagli uffici commerciali delle varie società sportive in accordo con i relativi partner. Chiunque vorrà entrare in uno stadio dovrà obbligatoriamente stipulare un contratto che gli propina una carta di credito, con tanto di sponsor e elenco dei servizi disponibili ad essa associati, per poter spendere meglio e possibilmente di più.
Non vogliamo neanche pensare a quanto ammontino le stime di guadagno per le imprese coinvolte in questa torpida trovata, ci basta sapere che dietro a tutto ciò si nasconde la volontà di distruggere le curve italiane e impedire a una larga fetta di tifosi di seguire la propria squadra con il calore e la passione di sempre. Infatti, nel modulo di adesione, campeggia la sezione "Autocertificazione DASPO", dove il richiedente dovrebbe dichiarare ai sensi di legge di non essere stato destinatario di diffida sportiva. Poco importa il quando (3, 5, 10, 20 anni fa?), il come e soprattutto se si è stati condannati o meno in sede processuale. Si tratta di superflui particolari, negli stadi italiani del futuro solo il consumatore perfetto sarà bene accetto... forse.

AthleticDaspo
Etichette:
venerdì 4 settembre 2009 |
LO STATO ITALIANO STA IMBASTENDO QUELLO CHE POTREBBE ESSERE IL PROVVEDIMENTO DEFINITIVO PER REPRIMERE IL MOVIMENTO ULTRAS E CANCELLARE LA CURVA COME L’ABBIAMO SEMPRE INTESA.
QUESTO PROVVEDIMENTO SI CHIAMA TESSERA DEL TIFOSO E CONSISTE IN UNA SCHEDATURA DI MASSA DI TUTTI I TIFOSI E DI CHIUNQUE VOGLIA METTERE PIEDE IN UNO STADIO ANCHE UNA SOLA VOLTA NELLA SUA VITA, DALL’ULTRAS AL NONNO COL NIPOTINO.
LA TESSERA ENTRERA’ IN VIGORE DAL 1 GENNAIO 2010 E IN UN PRIMO MOMENTO SARA’ NECESSARIO POSSEDERLA SOLO SE SI INTENDE ANDARE IN UNA QUALSIASI TRASFERTA.
DALLA PROSSIMA STAGIONE QUESTA SORTA DI CARTA DI CREDITO, RILASCIATA DALLA QUESTURA, CON SOPRA LA VOSTRA FOTO E I VOSTRI DATI, SARA’ INDISPENSABILE PER ANDARE ALLO STADIO PER QUALSIASI PARTITA SIA IN CASA CHE IN TRASFERTA.
LA CURVA MARATONA UNITA SI OPPONE A QUESTO PROVVEDIMENTO DEGNO DI UNO STATO DI POLIZIA CHE SE DOVESSE TRADURSI IN REALTA’ UCCIDEREBBE PER SEMPRE IL TIFO E IL COLORE CHE SEMPRE CI HANNO CONTRADDISTINTO.
MARTEDI’ 8 SETTEMBRE ALLE 16.30 MARONI VERRA’ A TORINO NEL PALAZZO DEL COMUNE PER LA PRESENTAZIONE UFFICIALE DELLA TESSERA, NOI SAREMO LA’ E VI ASPETTIAMO NUMEROSI PER OPPORCI A QUESTA SCHIFEZZA E GRIDARE CON FORZA, TUTTI INSIEME:



NO ALLA TESSERA DEL TIFOSO

MARTEDI’ 8 SETTEMBRE-ORE 16.30 IN PIAZZA PALAZZO DI CITTA’ DAVANTI AL MUNICIPIO


L’OBIETTIVO DI MARONI E DELLO STATO ITALIANO E’ QUELLO DI CREARE UN TIFOSO-CONSUMATORE, PLACIDO E INEBETITO, AL QUALE VERRA’ VIETATO DI STARE IN PIEDI DURANTE LE PARTITE, DI CONTESTARE L’OPERATO DI UN ARBITRO O PROTESTARE CONTRO I PROPRI BENIAMINI QUANDO, COME PURTROPPO CAPITA SPESSO, CI REGALERANNO LUNGHE SERIE DI SCONFITTE.
IL TIFOSO-CONSUMATORE DOVRA’ SEDERSI AL POSTO ASSEGNATOGLI E POTRA’ CANTARE SOLO I CORI PRECEDENTEMENTE AUTORIZZATI DALLA POLIZIA.
ANCORA PIU’ GRAVE E’ IL FATTO CHE LA POSSIBILITA’ DI FARE LA TESSERA DEL TIFOSO SARA’ PRECLUSA A CHIUNQUE ABBIA AVUTO UNA DIFFIDA (ANCHE SE POI QUESTA VENISSE ANNULLATA) O UNA CONDANNA DA STADIO NEGLI ULTIMI 5 ANNI.
CHI 5 ANNI FA HA PRESO UNA DIFFIDA E HA ORMAI SCONTATO IL SUO DEBITO CON LA GIUSTIZIA NON POTRA’ MAI PIU’ METTERE PIEDE IN UNO STADIO, PER TUTTA LA VITA.
QUESTO ARTICOLO DEL PROVVEDIMENTO E’ PLATEALMENTE INCOSTITUZIONALE E ANTIDEMOCRATICO.
E’ GIUNTO QUINDI IL MOMENTO DI LOTTARE TUTTI INSIEME CONTRO QUESTA LEGGE VERGOGNOSA CHE UCCIDERA’ LO STADIO COME SEMPRE L’ABBIAMO VISSUTO E CHE SEMPRE ABBIAMO AMATO.
CHIUNQUE ABBIA A CUORE LE SORTI DELLA CURVA MARATONA, CHIUNQUE VOGLIA ANCORA ANDARE ALLO STADIO PER TIFARE E CANTARE CON PASSIONE E CALORE PER IL TORO, NON PUO’ CHE OPPORSI CON FORZA A QUESTA LEGGE E SCENDERE IN PIAZZA CON NOI MARTEDI’ 8 SETTEMBRE ALLE 16.30 DAVANTI AL COMUNE PER FAR VALERE I NOSTRI DIRITTI DI TIFOSI E DIRE UN CHIARO NO ALLA TESSERA DEL TIFOSO!

MARTEDI’ TUTTI IN PIAZZA!
Etichette:
Se qualcuno non se ne fosse accorto, se avesse passato il proprio tempo allo stadio fischiando o persino applaudendo coloro che al momento indossano le nostre gloriose maglie granata, sarebbe forse meglio iniziasse a osservare per vedere davvero quel che gli capita intorno. È venuto il momento, infatti, di schierarsi apertamente, di decidere se seguire la strada che porta irrimediabilmente al calcio da poltrona, o tentare di resistere secondo quello che da anni ci tramandiamo come patrimonio di Curva. Attualmente, il ministero degli interni sta giocando la carta della tessera del tifoso per mettere gli uni contro gli altri coloro che, secondo logiche semplicistiche, sarebbero ultras e normali spettatori, onde trasformare definitivamente il calcio in qualcos’altro: silenzio sugli spalti, nessun colore, biglietti esosi, pop-corn e majorettes. In realtà la tessera, “strumento di fidelizzazione” come la chiamano lor signori, mira a rinforzare, creare, mantenere in vita un'unica tipologia di tifoso: quella del tifoso-consumatore senza diritto alcuno. Attraverso una schedatura di massa, sarà proibito l'introduzione allo stadio di qualsiasi cosa (e persona) che non sia stata precedentemente autorizzata.
Dopo la guerra alle torce e fumogeni, ai megafoni, agli striscioni verrà portata avanti quella contro i cori spontanei, contro la libertà di sedersi in un seggiolino non assegnato e di seguire la partita in piedi. Il tutto all'inseguimento di una degenerazione del modello inglese. In questo modo, il tifoso-consumatore potrà godersi al meglio lo spettacolo; ma se poi lo spettacolo non gli piacesse, e dalle nostri parti il rischio è abbastanza concreto, non potrebbe manifestarlo se non rischiando di vedersi sottrarre la tanto agognata tessera. Oltre ad essere privato della libertà di ogni forma spontanea di espressione, il tifoso-consumatore diventerà strumento per muovere centinaia di migliaia di euro alle proprie spalle. Tutta la messe di dati incamerata dallo stato con la tessera del tifoso, infatti, verrà rivenduta ad aziende e banche per creare promozioni allettanti. La tessera funzionerà da carta di credito e darà diritto ad una serie di sconti su autogrill e autostrade (per chi potrà ancora andare in trasferta) o sulla pay-tv (per chi non ci potrà più andare). Sempre, solo soldi in uscita insomma.
La tessera del tifoso è già stata sperimentata la stagione scorsa a Milano facendola passare come puro strumento statistico. Ha sostituito la tessera d’abbonamento e soltanto con essa si è reso possibile acquistare singoli biglietti. Da questo campionato, a Milano chiunque abbia scontato una diffida in passato non potrà più ottenere la tessera del tifoso e, di conseguenza, non potrà più andare allo stadio, né in casa, né in trasferta. Per tutta la vita. Gli interessati ne hanno avuto notizia via posta. Oltre a Inter e Milan, sulla via della beatificazione ci sono i gobbi e molte società di serie C. Per tutti, la tessera dovrebbe diventare obbligatoria per le trasferte a partire dal gennaio 2010; dall’inizio del campionato prossimo, lo sarà anche per le partite in casa (abbonamenti e singoli biglietti). Anche la Maratona è stata vittima delle immediate implicazioni della tessera del tifoso: quest'anno, infatti, siamo stati colpiti da una serie impressionante di diffide basate sulle antipatie personali o su straordinarie casualità. Molte di esse sono state annullate ma, secondo l'articolo (n. 9, legge Amato, 41/2007) che supporta giuridicamente la tessera, le persone coinvolte potrebbero non rimettere più piede allo stadio:
1. è fatto divieto alle società organizzatrici di competizioni riguardanti il gioco del calcio, responsabili della emissione, distribuzione, vendita e cessione dei titoli d’accesso, di cui al decreto ministeriale 6 giugno 2005 del ministro dell’interno, pubblicato nella gazzetta ufficiale n. 150 del 30 giugno 2005, di emettere, vendere o distribuire titoli di accesso a soggetti che siano stati destinatari di provvedimenti di cui all’articolo 6 della legge 13 dicembre 1989, n. 401, ovvero a soggetti che siano stati, comunque, condannati, anche con sentenza non definitiva, per reati commessi in occasione o a causa di manifestazioni sportive.
Pur trattandosi di un abominio costituzionale, questo articolo offre possibilità illimitate alla repressione. Non si specifica la retroattività di (eventuali) reati, né fino a quando durerà la squalifica dagli stadi per i soggetti coinvolti. Di recente, Maroni ha firmato un decreto che vorrebbe fare chiarezza prevedendo l'esclusione per coloro che abbiano una diffida in corso (bella scoperta!) e coloro che siano stati condannati per un reato da stadio negli ultimi 5 anni. È evidente il tentativo di allontanare per sempre i soggetti più caldi, senza considerare la possibilità di rivedere in qualsiasi momento la questione e andare a colpire anche chi non sia stato condannato o lo sia stato 15 anni fa, ma ancora più evidente è la deriva del tutto contraria alla libertà dell'individuo che è implicita nel decreto: chi ha già pagato con una condanna e con una diffida la propria pena, dovrà continuare a pagare vita natural durante. Inutile dire che reati ben più gravi non vengono perseguiti con lo stesso accanimento: un rapinatore può tornare in una banca, uno stupratore può tornare a parlare con una donna e la domenica possono andare tranquillamente allo stadio. Un tifoso non può.
Questo è un passaggio che non coinvolge solo gli ultras, sia chiaro, perché qui è in gioco la passione che contraddistingue i tifosi in genere, tutti quelli che da anni macinano chilometri e si contorcono le budella per le sorti granata, tutti quelli che vogliono continuare a dire la loro. La tessera del tifoso vorrebbe imporre il modello del tifoso-consumatore, che è quanto di più lontano ci sia dal tifoso del Toro. Tutti insieme dobbiamo boicottarne l'utilizzo e sostenere chi la avversa quotidianamente. Altrimenti, una volta svuotato lo stadio di calore e di colore, rimarranno solo tanti pupazzi che osservano in silenzio undici maglie granata svuotate del loro valore.

AthleticDaspo
Etichette:
mercoledì 29 luglio 2009 |
Il finale della stagione 2008/2009, purtroppo, ha riservato amare sorprese tanto dal punto di vista sportivo (con la serie B così insistentemente perseguita dai nostri beniamini in maglia granata), quanto da quello giuridico per molti ultras e tifosi. È praticamente impossibile conoscere la cifra reale degli attuali diffidati, sebbene in una recente operazione di auto-promozione la questura li stimasse in una settantina circa. Nulla di sorprendente, visti e considerati i motivi (?) con cui vengono ormai appioppati i provvedimenti di DASPO.
Tale elargizione indiscriminata, peraltro, va strettamente collegata alla tessera del tifoso di là da venire (almeno dalle nostre parti): chiunque sia stato sottoposto a diffida, infatti, non potrà ottenere la tessera qualsiasi sia stato l'esito del relativo processo. L'ennesima operazione di giustizia preventiva, insomma.
Sotto quest'ottica vanno inquadrati anche due procedimenti che di recente hanno concluso il loro primo grado.
Toro-Sampdoria (19/11/2006): per questo processo, arresti in flagranza e pene patteggiate a parte, erano già state archiviate alcune posizioni vista l'impossibilità dei riconoscimenti attraverso immagini buie e lontane dall'azione contestata. Tale impossibilità è stata applicata anche nel caso di due dei tre imputati rimasti ancora nel processo; mentre al terzo sono stati contestati i reati di rissa, resistenza a pubblico ufficiale e lesioni. Sulle sue spalle sono ricadute pure le lesioni di otto poliziotti con prognosi giudicata tra 5-10 giorni. Come se avesse fatto tutto da solo, in pratica.
Risultato: 2 anni senza condizionale. Eppure, non soltanto le immagini
che lo accusano non sono più chiare delle altre, ma lui neanche era presente agli scontri!
Toro-Livorno (20/5/2007): in questo caso, una breve premessa è doverosa, dato che molti neanche sanno cos'è successo quel giorno (ultima partita casalinga della prima stagione in A contro il Livorno). L'accusa mossa a 8 persone era quella di aver permesso l'accesso in Curva ad un gruppetto sprovvisto di biglietti che stazionava all'esterno dei cancelli a partita iniziata. Sulle prove esibite, ovvero un filmino di mezz'ora abbondante con una decina di amici che parla, cazzeggia e scherza, ci sarebbe da ridere, se non fosse per le conseguenze che hanno comunque cagionato. Guarda caso, le telecamere che avrebbero dovuto accertare la reale successione degli eventi erano spente e quindi non utilizzabili a fini processuali.
La testimonianza di uno steward, di fatto, ha provocato un patteggiamento a 10 mesi e 10 mesi di
condanna per minacce e oltraggio a pubblico ufficiale (tale risulta uno steward in servizio allo stadio), oltre a una lunghissima serie di dibattimenti che spiega un bel po' di cose a riguardo della giustizia italiana. Gli altri 6 imputati sono stati fortunatamente prosciolti.
È evidente la durezza con cui si colpiscono persone colpevoli, molte volte, di andare semplicemente allo stadio: non proprio la stessa che si è adoperata nel caso della sentenza Spaccarotella. Neanche quella che ha ridotto in ultimo grado la pena per resistenza a pubblico ufficiale, come ebbe modo di vedere tutta l'Italia, a 4 mesi e 20 giorni all'attuale ministro degli interni Roberto Maroni, il paladino
della tessera del tifoso. In quel caso non c'era il buio che ostacolava la visuale e le telecamere erano tutte ben funzionanti.
Alla durezza delle pene comminate in termini di mesi e anni da scontare, si va ad aggiungere l'inasprimento delle pene pecuniarie. Per UNA firma non eseguita, in regime di diffida con obbligo di firma, si arriva ormai a chiedere 10000 euro di multa. Di recente, una richiesta simile si è abbattuta su una persona che pure aveva già firmato nell'arco della stessa giornata e che la seconda volta ha confuso (evidentemente non da solo) i registri su cui siglare.
Per aver acceso e lanciato una torcia, "cagionando pericolo nelle immediate vicinanze", nei confronti di un'altra persona è stato avanzato un decreto penale di condanna, con 4560 euro di multa di contorno. Entrambi i procedimenti sono stati accompagnati da diffida, anche se, almeno per quanto concerne la parte economica, al momento si è riuscito a bloccarli. Ci auguriamo che si arrivi al loro annullamento, così come speriamo che in appello vengano annullate le condanne per Toro-Sampdoria e Toro-Livorno.
Siamo al fianco di chi lotta contro macroscopiche ingiustizie. Insieme ad altre realtà della
Maratona (MCT, MC1969) abbiamo fornito il nostro contributo materiale e cercheremo di proseguire in tal senso; dal punto di vista affettivo, tutti possono mettere il proprio sforzandosi almeno di aprire gli occhi, interessarsi alle cose di Curva, alle loro ragioni e al loro futuro. A.D. non è nato con l'idea di spaventare nessuno, anzi, ma con quella di stare al fianco di chi ha fatto grande la nostra Curva e continuerà a farlo, invitando tutti a tenere gli occhi bene aperti, a osservare come si muove e modifica la repressione. Su questo argomento, il silenzio va decisamente rotto e se poi il livello dello scontro con le istituzioni continuerà ad alzarsi, vorrà dire che impareremo a muoverci al di sotto. Le aquile non fanno la guerra coi ranocchi, si dice, perché prenderli è impossibile.
In questo contesto vorremmo infine ringraziare chi s'è prodigato perché almeno una parvenza di equità fosse mantenuta, ovvero gli avvocati impegnati nei vari procedimenti, e salutare con un abbraccio coloro ai quali sono state finalmente revocate certe diffide costruite a tavolino.

AthleticDaspo
Etichette:
venerdì 24 luglio 2009 |
L'avvio della campagna abbonamenti del Toro per la stagione 2009-2010 conferma ciò che già si sospettava da tempo, ossia la mancata adozione della neonata tessera del tifoso. Sicuramente la scarsa organizzazione societaria ha influito pesantemente su questo aspetto, ma anche sulla mancata sensibile riduzione dei prezzi degli abbonamenti, in particolare per i più giovani.
Questa voce fondata, tramutatasi successivamente in notizia ufficiosa (e poi ufficiale) è stato l'unico motivo che ci ha disincentivato a lanciare una serie di iniziative "vistose". Ovviamente il fatto che quest'anno non venga adottata non è una valida motivazione per abbassare l'attenzione sull'argomento e per interrompere l'attività di informazione e sensibilizzazione in atto, visto che oltretutto, le notizie che giungono a livello nazionale sono tutt'altro che rassicuranti.
L'imposizione governativa della tessera nelle piazze più importanti (Milan, Inter, etc.) risulterà il test decisivo per un successivo allargamento del provvedimento su scala nazionale, senza possibilità di rifiuto da parte delle singole società.
Dal momento che per la stagione 2010-2011 se ne prefigura l'adozione universale, reputiamo fondamentale far arrivare chiaramente il nostro messaggio d'opposizione a questo strumento repressivo attraverso diverse iniziative, unitariamente a tutti i tifosi granata che condividono la nostra contrarietà. Contiamo nell'impegno di tutti per creare e allargare quanto più possibile il consenso, convinti che una così marcata violazione di alcuni importanti diritti civili interessi non solo ultras o tifosi, ma anche generici cittadini.
Le iniziative che intendiamo creare saranno indipendenti e slegate da quelle del resto della penisola, poichè dopo svariate esperienze di collaborazione siamo abbastanza scettici sulla praticabilità di tale percorso. Nonostante questo non non escludiamo eventuali collaborazioni con chi stimiamo o con chi crei iniziative particolarmenti interessanti.
Consultare il blog per ogni aggiornamento a riguardo.

AthleticDaspo
Etichette:
Giunge all'epilogo più amaro il processo per la morte di Gabriele
Sandri, tifoso laziale ucciso l'11 novembre 2007 da un colpo esploso
dall'agente di polizia Luigi Spaccarotella.
Omicidio colposo e condanna a 6 anni, questa la sentenza emessa dal
tribunale di Arezzo, insomma, la stessa tipologia di reato commessa da
chi accidentalmente investe un pedone in macchina perchè un po' troppo
brillo o spericolato.
Bisognerebbe forse spiegare a che scopo si possa aprire il fuoco, ad
altezza d'uomo, verso una vettura con all'interno 5 persone, ma
pensiamo di esserci già dati una valida risposta a riguardo.
La fiducia nella giustizia italiana, in quanto ultras e tifosi, l'abbiamo persa
da un pezzo, per questo quantomeno prendiamo atto dell'averci
risparmiato stravaganti tesi al limite dello scibile umano, come
deviazioni di proiettili causate da calcinacci volanti, reti o
quant'altro.
Oltre ad esprimere tutta la nostra indignazione lanciamo un fragoroso
saluto a Gabriele e stringiamo in un caloroso abbraccio amici e
famigliari.

AthleticDaspo
Etichette:
mercoledì 8 luglio 2009 |
A testa alta al tuo fianco. Non mollare: siamo fieri di te, di quel che hai fatto ma soprattutto di quel che ancora farai. La strada benedice quelli come noi, quei figli di puttana non ci avranno mai...
Etichette:

Se qualcuno non se ne fosse accorto, se avesse passato il proprio tempo allo stadio fischiando o persino applaudendo coloro che al momento indossano le nostre gloriose maglie granata, sarebbe forse meglio iniziasse a osservare per vedere davvero quel che gli capita intorno, pensasse a riacquistare la propria centralità di tifoso. È venuto il momento, infatti, di schierarsi apertamente, di decidere se seguire la strada che porta irrimediabilmente al calcio da poltrona, o tentare di resistere secondo quello che da anni ci tramandiamo come patrimonio di Curva. Dall’inizio dell’anno, la Maratona è stata investita da un numero impressionante di diffide per le ragioni (ragioni?) più svariate: ce n’è per chi ha cercato di afferrare la maglietta di un giocatore a fine partita, per chi ha acceso una torcia lontanissimo dallo stadio, per chi si è attardato a fare quattro chiacchere tra i tornelli e gli ingressi, per chi è stato “visto” in una zona dove non avrebbe dovuto essere (tanto, 50 metri più in qua o più in là significano solo due anni di firma ogni domenica). Senz’approfondire i motivi di un recente passato e di un presente di repressione crescente, bisogna senz’altro guardare avanti. Attualmente, il ministero degli interni sta giocando la carta della tessera del tifoso per mettere gli uni contro gli altri coloro che, secondo logiche semplicistiche, sarebbero ultras e normali spettatori, onde trasformare definitivamente il calcio in qualcos’altro: silenzio sugli spalti, nessun colore, biglietti esosi (il calo delle vendite verrà riequilibrato da aumentati ricavi televisivi), pop-corn e majorettes.

La tessera del tifoso è già stata sperimentata quest’anno a Milano. Ha sostituito la tessera d’abbonamento e soltanto con essa è possibile acquistare singoli biglietti. L’irruzione milanista durante una trasmissione (pseudo)sportiva al termine di juve-milan di qualche mese fa, del resto, era proprio dettata dallo stupore di non aver potuto accedere allo stadio malgrado tutti i componenti del gruppo fossero regolarmente in possesso di tessera del tifoso. Nel primo suo anno di vita, la tessera del tifoso è stata fatta passare come puro strumento statistico, sebbene in realtà fosse evidente che varie ombre si agitavano alle sue spalle. Il 24 gennaio 2009, la repressione ha gettato la maschera: dal campionato prossimo, a Milano chiunque abbia scontato una diffida in passato non potrà più ottenere la tessera del tifoso e, di conseguenza, non potrà più andare allo stadio, né in casa, né in trasferta. Per tutta la vita. Questo vale addirittura per coloro che, scontata la diffida, siano stati assolti nel procedimento penale che ha originato la diffida medesima.

Nuove prescrizioni per le società organizzatrici di competizioni riguardanti il gioco del calcio:

1. è fatto divieto alle società organizzatrici di competizioni riguardanti il gioco del calcio, responsabili della emissione, distribuzione, vendita e cessione dei titoli d’accesso, di cui al decreto ministeriale 6 giugno 2005 del ministro dell’interno, pubblicato nella gazzetta ufficiale n. 150 del 30 giugno 2005, di emettere, vendere o distribuire titoli di accesso a soggetti che siano stati destinatari di provvedimenti di cui all’articolo 6 della legge 13 dicembre 1989, n. 401, ovvero a soggetti che siano stati, comunque, condannati, anche con sentenza non definitiva, per reati commessi in occasione o a causa di manifestazioni sportive.

Con l’introduzione della tessera del tifoso questo articolo (n. 9, legge Amato, 41/2007) ottiene lo strumento per far sì che tutti coloro che abbiano ricevuto una diffida, qualsiasi sia stato l’esito del procedimento penale, non possano più tornare allo stadio. Malgrado le difficoltà costituzionali esistenti (o la diffida è una misura preventiva, e nell’articolo di legge ci si riferisce a soggetti condannati, o la diffida è di per sé già una condanna e allora è anticostituzionale poiché non garantisce un’adeguata difesa), malgrado le resistenze di alcune società, pare proprio che questa sarà la strada battuta per eliminare definitivamente il tifo dagli stadi. Non soltanto gli ultras.

Per chiunque abbia a cuore il futuro della Maratona:


sostieni ATHLETICDASPO

athleticdaspo@gmail.com

Etichette:
Visit the Site
Athletic Daspo (A.D.) 2009, athleticdaspo@gmail.com; Tutto il materiale inserito è liberamente distribuibile se non modificato e se gentilmente citata la fonte.