Vorrei sentire la tua voce gridare, tentare, sbagliare…
“Era un ragazzo di così buona famiglia”, si sente dire con sottofondo di campane a morto. A volte anche dalla famiglie migliori vengono fuori individui legati indissolubilmente a un’idea, per la quale sono pronti a gridare, tentare e sbagliare a prescindere. Le famiglie migliori, anzi, sono proprio quelle che pompano nel cuore della nostra società, svuotata e rassegnata, i loro figli cresciuti così. In ogni ambito, i gendarmi del quieto vivere allungano sempre più i tentacoli della repressione. La curva Maratona conta ormai decine di diffidati per motivi (motivi?) incomprensibili, al di là di ogni logica e giustizia: ce n’è per chi ha cercato di afferrare la maglietta di un giocatore a fine partita, per chi ha acceso una torcia lontanissimo dallo stadio, per chi si è attardato a fare quattro chiacchere tra i tornelli e gli ingressi, per chi è stato “visto” in una zona dove non avrebbe dovuto essere (tanto, 50 metri più in qua o più in là significano solo due anni di firma ogni domenica). Il continuo inasprimento delle leggi sulla violenza nel calcio ha appiattito ogni differenza tra ultras e semplice tifoso. L’Athletic Daspo granata è formato da ultras che orgogliosamente rivendicano le loro azioni e le loro turbolenze, ma anche da una notevole quantità di tifosi che – da un giorno all’altro – si è trovata sbattuta in un labirinto di denunce, interrogatori, avvocati, aule di tribunale. La fede comune di tutte queste persone è il Toro; la famiglia comune di tutte queste persone è la Maratona. …Non sopporto più di vederti morire ogni giorno, innocuo e banale
lunedì 28 novembre 2011
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Serie B, Verona-Reggina 13.220 spettatori. Serie A: Novara-Parma 8964; Lecce-Catania 5962; Atalanta-Napoli 17.827; Lazio-Juventus 57.148.
Il Verona supera Novara e Lecce. La media in serie A, come noto, è poco più di 23.000 spettatori, lontana anni luce da Premier League e Bundesliga. Ma la Lega di A abbatterà il muro del miliardo d'incasso dei diritti tv: quello che conta per i presidenti.
Insomma, in tv il nostro calcio va a gonfie vele. Negli stadi, da come si vede, un po' meno. Ma in futuro, vedrete, lo spezzatino aumenterà: già nel prossimo turno di campionato si giocherà il venerdì, il sabato, la domenica e anche il lunedì. Il più possibile di sera (visto che siamo in inverno...). Un sistema per scoraggiare i tifosi ad andare allo stadio e incassare più soldi dalle tv.
spycalcio
Classifica media spettatori dopo la 12a giornata:
1° Inter 56.837 2° Napoli 42.962 3° Milan 42.149 4° Lazio 38.705 5° Roma 37.112 6° Juventus 36.084 7° Fiorentina 22.727 8° Genoa 20.448 9° Palermo 19.666 10° Bologna 18.809 11° Cesena 16.302 12° Udinese 16.135 13° Catania 15.612 14° Atalanta 14.128 15° Parma 13.312 16° Cagliari 11.500 17° Chievo 11.215 18° Novara 10.730 19° Siena 10.696 20° Lecce 8.988
Media generale 22.967
venerdì 9 settembre 2011
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A metà luglio scorso la AS Roma spa comunicava di voler vendere ai propri sostenitori, sforniti della tessera del tifoso, carnet di biglietti caricati elettronicamente su una apposita card per poter assistere a partite casalinghe. Federsupporter il 16 luglio scorso inviava immediatamente una nota all’Osservatorio Nazionale sulle Manifestazioni Sportive, chiedendo che questa opportunità, per evidente rispetto di parità di condizioni e di trattamento, fosse estesa ai tifosi di tutte le altre società. A seguito di tale intervento, l’Osservatorio, riunitosi in seduta straordinaria il 21 luglio scorso, confermava che, per la stagione sportiva 2011/2012, abbonamenti e biglietti potevano essere venduti solo ai possessori della tessera, fermo restando che l’iniziativa della AS Roma sarebbe stata valutata in prospettiva futura, estensibile, ovviamente, ai tifosi di tutte le altre società. In un incontro tenutosi il 18 agosto scorso, l’Osservatorio presentava a Federsupporter una bozza di proposta allo stesso Osservatorio da parte di un Gruppo di lavoro, istituito tra il Ministero dell’Interno, il CONI, la FIGC e le Leghe di Serie A,B e Pro, con la quale si sarebbe consentito alle società di vendere a chi fosse sfornito della tessera carnet di biglietti, caricati elettronicamente su apposita card, priva di facilitazioni, valida per la stagione sportiva 2011/2012, utilizzabile per due ricariche del carnet: una per il girone di andata ed una per il girone di ritorno. Condizioni previste per il rilascio della card erano : presentazione di una fotografia, generalità complete, logo della società emettitrice, periodo di validità, idoneo sistema anti-contraffazione, bar-code, numero progressivo. Federsupporter con proprio comunicato del 22 agosto scorso condivideva ed apprezzava la bozza di proposta del Gruppo di lavoro e, anzi, chiedeva che la card diventasse, per il futuro,la tessera del tifoso vera e propria. Quanto sopra considerato, in particolare, che, così come previsto dal Protocollo d’intesa del 21 giugno scorso tra Ministero dell’Interno, CONI, FIGC, Leghe di Serie A,B e Pro, dovendo essere le società sportive collegate ad un apposito sistema informatico di verifica dei motivi ostativi all’accesso agli stadi, vi era ora la possibilità di accertare in tempo reale, all’atto della richiesta di abbonamenti e biglietti, se al richiedente si fossero applicati oppure no tali motivi. Improvvisamente, sul sito del Ministero dell’Interno, il 1° settembre scorso è comparsa la Determinazione n. 30/2011, adottata, in pari data alle ore 19,15 circa, dall’Osservatorio, con la quale, tenuto conto” delle valutazioni emerse nel corso delle riunioni del gruppo di lavoro,incaricato di individuare ulteriori possibilità di sviluppo nei processi di fidelizzazione nel contesto del programma tessera del tifoso”, si stabilisce che “ Non ci sono le condizioni per procedere al rilascio di abbonamenti ovvero altre facilitazioni, in difformità di quanto stabilito nel protocollo d’intesa siglato il 21 giugno scorso” Di fronte a questo improvviso, inaspettato e repentino ripensamento rispetto a quanto prospettato ed illustrato nell’incontro del 18 agosto scorso, Federsupporter il 5 settembre successivo ha inviato all’Osservatorio una lettera di protesta contro tale ripensamento, peraltro motivato in maniera assolutamente generica, chiedendo il ripristino ed il rispetto della proposta del Gruppo di lavoro illustrata nel richiamato incontro del 18 agosto. Nella lettera è stato, altresì, richiesto un intervento urgente dell’Osservatorio, affinchè a tutte le società di calcio venga intimato di consentire ai tifosi di poter liberamente e volontariamente scegliere tra una tessera che incorpori o sia incorporata in una carta di credito ricaricabile ed una tessera che non incorpori o non sia incorporata in detta carta. Successivamente, ieri, 7 settembre, si è appreso da notizie di stampa che la AS Roma spa ha deciso che metterà in vendita prossimamente ai propri sostenitori, sforniti di tessera del tifoso, carnet di biglietti, secondo quanto previsto nella proposta del Gruppo di lavoro di cui all’incontro del 18 agosto scorso. Ciò premesso, Federsupporter condivide questa iniziativa e la sosterrà in tutte le sedi poiché assolutamente coerente con quanto da sempre sostenuto e portato avanti dalla stessa Federsupporter. Nel contempo, si rivolge a tutte le altre società di calcio l’invito a seguire l’esempio della AS Roma e rivolge l’invito ai tifosi di tali società a fare pressioni su queste ultime affinchè si adeguino prontamente all’iniziativa sopra indicata . Non sarebbe,infatti, né giustificabile né accettabile una macroscopica disparità di comportamenti, di condizioni e di trattamento nei confronti dei tifosi. E’, d’altronde, probabile o, comunque, auspicabile che, ove l’esempio in questione fosse seguito e si diffondesse, si possa pervenire più agevolmente al superamento di quanto previsto nella determinazione n. 30/2011 in data 1° settembre scorso dell’Osservatorio. E’ da sottolineare, infine, che sarebbe del tutto illogico ed illegittimo vietare o limitare nei confronti di società per azioni con fine di lucro, quali sono le società di calcio, di vendere liberamente abbonamenti e/o biglietti, una volta che tale vendita rispetti la condizione dell’accertamento dell’assenza di motivi ostativi alla vendita medesima: finalità questa che è propria ed esclusiva della tessera del tifoso. Avv. Massimo Rossetti Federsuppoter, 8 settembre 2011
Avete presente quelle lunghe file alle casse dei supermercati a cui dovete sottoporvi ogni volta che andate a fare la spesa ?
Forse tra qualche anno non le vedrete più. Non perchè non andrete più a fare spesa ma perchè grazie alla tecnologia RFID sarà possibile calcolare il totale di quanto acquistato senza togliere la merce dal carrello e senza dover quindi passare ogni singolo oggetto sotto al lettore di codice a barre.
http://www.comefunziona.net/arg/rfid/
La tessera del tifoso utilizzerà la tecnologia RFID. L'acronimo RFID sta per Radio Frequenza Identificazione a Distanza. Le tessere che il Ministero dell'Interno vuole sono dei chip che grazie alla piattaforma telematica della Telecom saranno in grado di tracciare i suoi possessori ovunque. Cosa trasmette questo chip? I nostri dati, chi siamo, e tutto quello che il Ministero in realtà voglia metterci dentro. Benvenuti nel mondo di Maroni, dove gli ultras mettono il chip, come i cani.
Vincenzo
mercoledì 24 marzo 2010
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Tessera del tifoso, meglio essere chiari e spiegare ai tifosi che dalla prossima stagione la famosa "card" sarà obbligatoria per chi vuole fare l'abbonamento (anzi lo sostituirà) e sarà egualmente indispensabile per chi vorrà andare in trasferta al seguito della sua squadra del cuore e seguire la partita nel settore ospite (si può acquistare però un biglietto per un altro settore, sempre che sia disponibile). Questo non è stato detto dopo la riunione della scorsa settimana al Viminale, sinora c'è stata poca comunicazione, molta confusione che ha scatenato anche proteste di piazza: dalla prossima stagione calcistica, i club saranno obbligati a sostituire l'abbonamento con la tessera del tifoso (che in più ha la fotografia, tanto chi fa l'abbonamento è già costretto a dare i suoi dati anagrafici e quindi cade l'ipotesi di un' ulteriore schedatura). I tifosi che non accettano, non potranno avere l'abbonamento. Viminale e Lega Calcio dovrebbero fare chiarezza. Non è una cosa facoltativa, interessa decine di migliaia di persone. Inoltre, merita ricordare come non potranno avere la tessera le persone con Daspo o misura di prevenzione in vigore, nonchè i condannati per i reati da stadio negli ultimi 5 anni (in questo caso il periodo di Daspo scontato è decurtato dai 5 anni). Prima si spiega, meglio è. I club si stanno attrezzando: Milan, Inter e Siena già lo hanno fatto, Fiorentina e Juventus sono a buon punto. Gli altri, non hanno alcuna alternativa (e speriamo solo che nessuno ci speculi).
Ci è stato assicurato, da fonti del Viminale, che stavolta non ci saranno più deroghe. Il ministro Roberto Maroni non farà alcun passo indietro. Dopo il summit dell'altro giorno, ora sono previsti tavoli tecnici, e un'altra riunione (l'ultima?) più avanti. Bisogna trovare soprattutto un sistema, anche informatico, che sia compatibile in tutti gli stadi: ogni impianto infatti avrà dei varchi dedicati ai possessori della tessera del tifoso. E che succederà con le trasferte proibite? Dovrebbero essere pochissime, in tutto circa una decina all'anno, mentre ancora in questa travagliata stagione ci sono stati numerosi stop che hanno colpito soprattutto i tifosi di Atalanta, Roma, Napoli e Genoa. Così come in futuro non ci dovrebbero più essere quelle restrizioni, sovente assurde, nella vendita dei biglietti (solo residenti in Regione, o provincia, un tagliando a testa, niente stranieri, eccetera) che hanno scatenato sovente le proteste di tifosi. O, almeno, diciamo che le restrizioni dovrebbero diminuire di molto. Tutto dovrebbe essere più facile con la tessera del tifoso. Che sarà gratis, o a basso costo. Anche perchè, non dimentichiamolo, interesserà i sostenitori più fedeli. Un esempio, per capire meglio: il Casms ha chiuso la trasferta a Bologna ai tifosi della Roma dopo gli incidenti di Livorno. Cosa sarebbe successo se la tessera del tifoso fosse già stata in vigore? La trasferta sarebbe stata aperta. Ma la tessera dovrà essere revocata a chi viene scoperto a commettere incidenti, o devastazioni sui treni, o saccheggi negli autogrill. Chiaro? Lo speriamo. Così come speriamo che, come promesso, prima o poi vogliono ascoltare anche la voce dei tifosi. Coraggio dunque. E preparate le foto tessera per fare l'abbonamento...
Fulvio Bianchi
domenica 4 ottobre 2009
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Sul sito della Lega pro (ex Serie C) abbiamo un elenco di motivi redatti a scopo di incentivare la richiesta di Tessera del Tifoso, vi risparmio i primi sette punti che non ci interessano in questa sede per quanto siano esilaranti vista la loro demenzialità, concentriamoci piuttosto su:
8. Ottenere una carta di pagamento ricaricabile Visa con un proprio IBAN senza essere vincolati ad un conto corrente bancario; consente di ricevere bonifici, accrediti di stipendio e trasferire in real time denaro da una carta all'altra (card to card); 9. Operare in modo sicuro e veloce ottenendo sempre maggiori servizi e benefici concreti; premi, merchandising, biglietti, convenzioni e scoutistica di vario genere; 10. Sostituire il denaro contante: la tessera rappresenta un borsellino elettronico che consente di fare operazioni di varia natura, acquisti online, prelevare contanti, trasferire denaro, ricaricare il telefonino.
Dunque per rispondere alla domanda che dà il titolo a questo post iniziamo col dire le banche. Non a caso già da ora alcune società calcistiche si sono appoggiate a istituti di credito.
Ad essa è favorevole il presidente della Federazione Italiana Gioco Calcio, Giancarlo Abete, cioè il fratello di Luigi Abete vicepresidente dell'Associazione Bancaria Italiana e presidente della banca romana BNL.
Uno dei due gruppi bancari più importanti del paese è Intesa Sanpaolo (a cui si è appoggiato il Milan, già rilasciate oltre 100mila tessere, e la Fiorentina, quest'ultima tramite la CR Firenze).
Lo stesso istituto è nel patto di sindacato che regge RCS Mediagroup cioè tutta una serie infinita di quotidiani come il Corriere della Sera e soprattutto la Gazzetta dello Sport certamente il più importante giornale sportivo (favorevole anche la rosea? boh, non la leggo..); ma ad accrescere il business RCS Mediagrop ci sono anche periodici, libri, broadcast (importanti radio nazionali e locali), pubblicità, l'agenzia AGR (fornisce notiziari e contenuti editoriali a radio, televisioni locali e regionali e a siti internet di primaria importanza nello scenario italiano).
Nello stesso patto di sindacato cito Della Valle visto che abbiamo nominato la Fiorentina, ma è di Mediobanca la quota più significativa. Mediobanca dunque citiamo tra gli uomini più importanti di essa Geronzi l'ex patron di Capitalia (ora fusa con Unicredito), uomo e banca che nel calcio sono molto conosciuti visti i rapporti economici con alcuni presidenti (sbaglio se cito Parma-Tanzi, Lazio-Cragnotti, Roma-Sensi?).
Uomo molto vicino a Capitalia era Franco Carraro, uomo che in passato ha fatto un po' di tutto, anche il politico e che recentemente è stato presidente della Figc e presidente di Mediocreditocentrale, banca facente parte appunto del gruppo Capitalia.
Tornando a Mediobanca nella stessa spa c'è tanta gente nota che ha ruoli di rilievo, da Marina Berlusconi figlia di Silvio (il quale ha una quota azionaria del 2% circa), alla figlia di Salvatore Ligresti lui nel patto di sindacato RCS e curiosamente leggo da Wikipedia: "I suoi avvocati hanno scovato un articolo del codice che fa tornare immacolata una fedina penale sporca: quando siano passati almeno cinque anni dall'espiazione della pena e il pregiudicato «abbia dato prove effettive e costanti di buona condotta». Ha presentato domanda al Tribunale di sorveglianza di Milano, che nel settembre 2005 ha accolto la sua richiesta: ora Ligresti è riabilitato". Domando: ma per i tifosi sarà diverso? Così dice l'articolo 9 della legge 41/2007. Ligresti è anche membro del consiglio di amministrazione del Gruppo Unicredit, dunque torniamo vicini a Geronzi sia per l'affare Capitalia sia perché Unicredit è socio importante in Mediobanca. che poi a proposito di figlie in carriera, quella di Cesare, Chiara Geronzi lavora al Tg5.
Ma dicevamo di Unicredit, nel cda il presidente è Dieter Rampl (siede anche nel consiglio di sorveglianza di Mediobanca) e poi un vicepresidente è Berardino Limonati tra le altre cose consigliere in Telecom e in RCS; un altro doppio consigliere Unicredit - Telecom Italia è Piero Gnudi e avanti via così è tutto un intreccio di partecipazioni e uomini con più cariche. Un rompicapo impressionante che vi risparmio ma se avete tempo la quantità di intrecci tra le spa che sto menzionando è davvero intrigante...
Se guardate questi consigli di amministrazione troverete tanti volti noti, tra gli altri ex politici e gente che ha subito condanne o se la è cavata per il rotto della cuffia... della serie se per loro valesse il Daspo senza processo e solo sulla base di un'accusa non so quanti cda reggerebbero... ma dicevo, alcuni hanno subito condanne, condanne vere, mica aver esposto uno striscione non autorizzato.
Comunque dopo aver nominato un po' di banche (qualcuna delle quali più o meno direttamente certamente dalla tessera del tifoso avrà benefici) e i legami con RCS Mediagroup è curioso osservare come in RCS troviamo anche il gruppo Benetton. Bene, nell'azionariato di Telecom Italia troviamo le solite Mediobanca e intesa che la controllano assieme ad altri soggetti tra cui la "ex sintonia" del gruppo Benetton. Ora la tecnologia applicata alla Tessera del Tifoso, sistema RFID per trovare la nostra/vostra collocazione con approssimazione di pochi centimetri è offerta da Telecom (per tutti?) stando a quel che ho letto almeno per la ex Serie C dovrebbe essere così (vedi Tuttomercatoweb). Un'altra società con dentro i Benetton che forse sarà in affare con la Tessera del Tifoso potrebbe essere Autogrill, "sconti per i tifosi" in viaggio? O magari per restare in famiglia Autostrade o Grandi Stazioni spa, però qui siamo alle ipotesi dunque staremo a vedere.
Insomma ricapitolando possiamo dire che a breve avremo milioni di italiani che pagheranno una tantum (10 euro gli juventini) per essere schedati e per chiedere il permesso alla questura di accedere in luoghi pubblici. Ma i soldi col sistema tessera-del-tifoso-carta-di-credito continueranno ad uscire lentamente ed inesorabilmente dalle tasche degli italiani per altri lidi. Pochi spiccioli per volta ripetuti milioni di volte, all'infinito. Soldi sicuri di fatto facendo niente visto che una volta partito, il meccanismo fa tutto da solo, o meglio genera introiti da azioni altrui (quelle dei tifosi) e dalla tecnologia.
Poi come è ovvio immaginare da questa card ci saranno società che godranno di benefici indiretti, leggasi le pay-tv che vendono il business calcio a chi sarà bloccato dalla burocrazia. Oppure davvero qualcuno pensa che un padre di famiglia sia ben lieto di chiedere il permesso al questore per lui e suo figlio? Senza contare che i costi dei biglietti stadio non caleranno (tanto per dire 26,5 euro per il settore ospiti di Siena-Roma) e ovviamente chi farà la Tessera per vedersi una o due partite all'anno dovrà tirare fuori la tantum (10euro a cranio?) dunque per i tifosi tiepidi l'incidenza del costo Tessera sarà superiore. (Vero che qualcuno la tantum non la chiede, del resto è sicuro di rifarsi dopo).
I media oltre che una cronica difficoltà ad andare contro i centri di influenza del potere politico (la Tessera è figlia della coppia Amato Maroni) in questa occasione sono direttamente coinvolti dal punto di vista economico;
aspettarsi tutta la verità da loro è un po' come chiedere all'oste se il vino è buono...
Casualmente articoli e commenti ostili alla tessera li troviamo sul Guerin Sportivo da parte del suo direttore Matteo Marani, e Gianni Mura su Repubblica; soggetti forti ed indipendenti che al massimo possono irritare qualche inserzionista pubblicitario. E chissà che pure loro una certa influenza non l'abbiano, voi trattereste con i guanti i vostri migliori clienti?
lunedì 28 settembre 2009
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ROMA, 26 settembre 2009 - Giocava terzino all’oratorio, il suo primo idolo è stato Romeo Benetti ("un combattente, io ero come lui"), ma nella maturità è rimasto folgorato dalla classe di Van Basten ("il suo calcio era sublime"). Ora segue nel fine settimana il figlio, impegnato nel campionato Esordienti. Milanista ("feci questa scelta di campo perché tutti i miei amici erano interisti e juventini"), il ministro dell’Interno Roberto Maroni è un grande appassionato di calcio e negli ultimi mesi si è dedicato al programma della Tessera del tifoso. Il progetto, che dovrebbe partire dal 1 gennaio 2010, ha incontrato però resistenze da parte dei club ed è stato duramente contestato dagli ultrà. La Gazzetta dello Sport ha organizzato un forum a Roma al quale hanno partecipato il ministro Maroni, il presidente della Federcalcio Giancarlo Abete, il presidente della Lega calcio Maurizio Beretta e il direttore generale della Federcalcio Antonello Valentini. Nel dibattito, il ministro Maroni ha riaffermato la volontà di far partire il progetto, ma ha concesso un’apertura alle società di calcio. Il ministro sarebbe disposto a discutere l’ipotesi di un rinvio del programma, ma solo ad una condizione: l’adesione totale, con un documento firmato da tutti i presidenti di A e B, al progetto. In questo caso, si potrebbe partire all’inizio della prossima stagione. Il ministro Maroni ha poi tracciato un bilancio delle prime tre giornate di campionato. Rispetto al 2007 e al 2008, la violenza negli stadi è in leggero aumento. "Questo significa che non si può abbassare la guardia. Io sono per la tolleranza zero. Se servirà, metteremo anche i metal detector all’ingresso degli stadi".
Ministro Maroni, la tessera del tifoso sarà obbligatoria dal 1° gennaio 2010: la data viene confermata? "Confermo. La decisione è stata presa dopo aver sentito tutte le componenti. Non ci sono state forzature. Nel 2008 ho discusso con le società. Sul piano sostanziale, i club hanno dato l’okay. Su quello pratico, hanno cercato di fissare dei paletti. A questo punto, c’erano due strade da percorrere: o cancellare il programma perché i club non vogliono, oppure andare avanti. La collaborazione è fondamentale. La tessera del tifoso non vuole essere una misura coercitiva, ma chi non collabora avrà maggiori restrizioni".
Presidente Beretta, i club hanno posizioni diverse sulla tessera del tifoso. Il problema di fondo riguarda i costi? "Noi stiamo lavorando per trovare una soluzione, ma il mio pensiero è che si è partiti con il piede sbagliato. La scadenza del 1° gennaio 2010 è obiettivamente complicata e rischia di essere vissuta come una schedatura. Al contrario, uno strumento di questo genere, costruito bene, penso che possa avere un valore positivo. Noi rivolgiamo questa proposta al ministro Maroni: rinviare la partenza della tessera del tifoso all’inizio della prossima stagione. Il rinvio non avrebbe lo scopo di guadagnare tempo, ma quello, invece, di creare una politica di consenso".
Presidente Abete, qual è la posizione della Federcalcio? "La nostra idea è quella di seguire un percorso comune fino a gennaio e poi di fare una verifica. Il problema non è la tessera del tifoso, ma il biglietto nominale, che esiste solo in Italia. C’è anche, a mio avviso, un problema di comunicazione. Va spiegato bene il concetto che la tessera del tifoso è una facoltà e non un obbligo".
Ministro Maroni, la sua risposta ad una richiesta di rinvio? "Non esistono problemi tecnici e giuridici che giustifichino il rinvio. Non essendoci problemi di questo genere, perché non partire? Io invece vorrei capire se i club vogliono davvero la tessera del tifoso. A questo punto io potrei dire si parte, ma tendo una mano: sono pronto a discutere l’ipotesi di un rinvio, ma solo di fronte all’adesione unanime dei club di A e B al programma".
Presidente Beretta, come risponde all’apertura del ministro Maroni? "Il problema di fondo è che è passato un messaggio che fa vivere male la tessera. Ci sono alcuni meccanismi da rivedere. Le forzature non aiutano, serve la politica dei consensi".
Ministro, qual è la sua replica? "Forse non mi sono spiegato bene. Non c’è alcuna volontà da parte mia di riaprire il tavolo di discussione. Io mi aspetto l’adesione unanime delle società, un impegno scritto da parte del cento per cento dei club. È solo questa la condizione preliminare per un eventuale rinvio. Non posso accettare che un presidente come Zamparini affermi che la tessera del tifoso è liberticida e richiama il fascismo. Se queste sono le premesse, il ministro va avanti per la sua strada".
Ministro Maroni, è vero che è allo studio il lancio di una campagna d’informazione per spiegare agli italiani che cosa sia la tessera del tifoso? "Sì, abbiamo un lungo elenco di personaggi da coinvolgere nell’iniziativa. Sicuramente non si tratterà di calciatori".
Sono allo studio nuovi provvedimenti antiviolenza? "Le normative attuali garantiscono la sicurezza all’interno degli stadi. Ora dobbiamo migliorare la situazione all’esterno. Va reso più efficiente il sistema dei controlli".
La situazione attuale? "Le prime tre giornate di campionato hanno mostrato alcuni segnali di ripresa del fenomeno violenza. È la conferma che se si allenta la vigilanza, la violenza torna a farsi sentire".
Come si giustifica il lancio di 17 bombe carta in curva Sud durante Roma-Fiorentina? "Io sono per la tolleranza zero e sono pronto ad inasprire i controlli per evitare che si ripetano fatti come quelli di Roma-Fiorentina. Se serviranno i metal detector o altri filtri che costringeranno i tifosi a restare in coda due-tre ore per entrare allo stadio, lo faremo".
A Firenze c’è stato un segnale di tendenza opposta con l’abbattimento delle barriere. "La strada di Firenze è quella giusta. Noi vogliamo arrivare a questo tipo di modello".
Mai pensato all’abolizione del tifo organizzato, come sta accadendo in Spagna? "È una strada difficilmente praticabile in Italia".
Stefano Boldrini e Maurizio Galdi
venerdì 25 settembre 2009
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Ill.mo Ministro degli Interni
p.c. Presidente della Repubblica p.c. Presidente del Consiglio p.c. Ministro di Giustizia p.c. Sindaco di Brescia p.c. Prefetto di Brescia p.c. Questore di Brescia p.c. Sindaco di Verona p.c. giornali e tv
scrivo questa lettera alla vigilia dell’anniversario di una data che mi ha cambiato la vita: il 24 settembre del 2005. Mi presento: sono Paolo Scaroni, abito a Castenedolo, piccolo paese della provincia di Brescia. Ero un allevatore di tori. Ero un ragazzo normale, con amicizie, una ragazza, passioni, sani valori -anche sportivi- e la giusta curiosità. Facevo infatti molto sport e viaggiavo quando potevo. Ero soprattutto un grande tifoso del Brescia. Una persona normale, come tante, direbbe Lei.
Oggi non lo sono più (per la verità tifoso del Brescia lo sono rimasto, sebbene non possa più vivere la partita allo stadio com’ero solito fare: cantando, saltando, godendo oppure soffrendo).
Tutto è cambiato il 24 settembre del 2005, nella stazione di Porta Nuova a Verona. Quel giorno, alla pari di migliaia di tifosi bresciani -fra i quali molte famiglie e bambini- avevo deciso di seguire la Leonessa a Verona con le migliori intenzioni, per quella che si preannunciava una sfida decisiva per il nostro campionato di serie B. Finita la partita, siamo stati scortati in stazione dalla polizia senza nessun intoppo o tensione. Dopo essermi recato al bar sottostante la stazione, stavo tornando con molta serenità al treno riservato a noi tifosi portando dell’acqua al resto della compagnia (era stata una giornata molto calda ed eravamo quasi tutti disidratati). Tutti gli altri tifosi erano già pronti sui vagoni per fare velocemente ritorno a Brescia. Mancavano pochi minuti ed i binari della stazione erano completamente deserti. Cosa alquanto strana visto il periodo, l’orario e soprattutto la città in cui eravamo, centro nevralgico per il passaggio dei treni. Improvvisamente, senza alcun preavviso o motivo apparente, sono stato travolto da una carica di “alleggerimento” del reparto celere in servizio quel giorno per mantenere l’ordine pubblico e picchiato a sangue, senza avere nemmeno la possibilità di ripararmi. Sottratto al pestaggio dagli amici (colpiti loro stessi dalla furia delle manganellate), sono entrato in coma nel giro di pochissimo e quasi morto. Dopo circa venti minuti dall’aver perso conoscenza sono stato caricato su un’ambulanza -osteggiata, più o meno velatamente, dallo stesso reparto che mi aveva aggredito- e trasportato all’ospedale di Borgo Trento a Verona. Lì sono stato operato d’urgenza. Lì sono stato salvato. Lì sono tornato dal coma dopo molte settimane. Lì ho passato alcuni mesi della mia nuova vita. Una vita d’inferno. Nel frattempo la mia famiglia, in uno stato d’animo che fatico ad immaginare, subiva pressioni e minacce affinché la mia vicenda mantenesse un basso profilo. Ai miei amici non andava certo meglio, nonostante tutti gli sforzi per far uscire la verità. Ovviamente, alcune cose di cui sopra le ho sapute molto tempo dopo la mia aggressione. Il resto l’ho scoperto grazie al lavoro del mio avvocato. Dalla ricostruzione dei fatti e tramite le tante testimonianze, emerge un quadro inquietante, quasi da non credere; ma proprio per questo da rendere pubblico. In seguito alle gravissime lesioni subite, presso la Procura della Repubblica di Verona è iniziato un procedimento a carico di alcuni poliziotti e funzionari identificati quali autori delle lesioni da me subite. Nonostante il Giudice per le Indagini Preliminari abbia respinto due volte la richiesta d’archiviazione, il Pubblico Ministero non ha ancora esercitato l’azione penale contro gli indagati. Mi domando per quale ragione ciò avvenga e perché mi sia negata giustizia. Oggi, dopo avere perso quasi tutto, rimango perciò nell’attesa di un processo, nemmeno tanto scontato, considerati i precedenti ed i tentativi di screditarmi. Oltretutto i poliziotti erano tutti a volto coperto, quindi non identificabili (com’è possibile tutto questo?), sebbene a comandarli ci fosse una persona riconoscibilissima. Dopo le tante bugie e cattiverie uscite in modo strumentale sul mio conto a seguito della vicenda, aspetto soprattutto che mi venga restituita la dignità. Ill.mo Ministro degli Interni, sebbene la mia vicenda non abbia destato lo stesso scalpore, ricorda un po’ le tragedie di Gabriele Sandri, di Carlo Giuliani, ed in particolare di Federico Aldrovandi (accaduta a poche ore di distanza dalla mia), con una piccola, grande differenza: io la mia storia la posso ancora raccontare, nonostante tutto. Le dinamiche delle vicende sopra citate forse non saranno identiche, ma la volontà di uccidere sì, è stata la medesima. Altrimenti non si spiega l’accanimento di queste persone nei miei confronti, soprattutto se si considera che non vi era una reale situazione di pericolo: era tutto tranquillo; ero caduto a terra; ero completamente inerme. Ma le manganellate, come descrive il referto medico, non si sono più fermate. Forse, ho pensato, oltre alla vita volevano togliermi anche l’anima. Per farla breve, in pochi secondi ho perso quasi tutto quello per cui avevo vissuto -per questo mi sento ogni giorno più vicino a Federico- e senza un motivo apparente. Sempre ovviamente che esista una giustificazione per scatenare tanta crudeltà ed efficienza. Le mie funzioni fisiche sono state ridotte notevolmente, e nonostante la lunga riabilitazione a cui mi sottopongo da anni con molta tenacia non avrò molti margini di miglioramento. Questo lo so quasi con certezza: l’unica cosa funzionante come prima nel mio corpo infatti è il cervello, attivo come non mai. Dopo quattro anni non ho ancora stabilito se questa sia stata una fortuna. Ho perso il lavoro, sebbene abbia un padre caparbio che insiste nel mandare avanti la mia ditta, sottraendo tempo e valore ai suoi impegni. Ho perso la ragazza. Ho perso il gusto del viaggiare (il più delle volte quelli che erano itinerari di piacere si sono trasformati in veri e propri calvari a causa delle mie condizioni fisiche), nonostante mi spinga ancora molto lontano. Ho perso soprattutto molte certezze, relative alla Libertà, al Rispetto, alla Dignità, alla Giustizia e soprattutto alla Sicurezza. Quella sicurezza che Lei invoca ogni giorno, e tenta d’imporre sommando nuove leggi e nuove norme a quelle già esistenti (fino a ieri molto efficaci, almeno per l’opinione pubblica). Peccato però che queste leggi non abbiano saputo difendere me, Federico, Carlo e Gabriele dagli eccessi di coloro che rappresentavano, in quel momento, le istituzioni. Ill.mo Ministro degli Interni, alcune cose mi martellano più di tutto: ogni giorno mi domando infatti cosa possa spingere degli uomini a tanto. Non ho la risposta. Ogni giorno mi domando se qualcuna di queste tragedie potesse essere evitata. La risposta è sempre quella: sì. A mio modesto parere, ciò che ha permesso a queste persone di liberare la parte peggiore di sé è stata la sicurezza di farla franca. Sembra un paradosso, ma in un Paese come il nostro in cui si parla tanto di “certezza della pena”, di “responsabilità” e di “omertà”, proprio coloro che dovrebbero dare l’esempio agiscono impuniti infrangendo ogni legge scritta e non, disonorano razionalmente la divisa e l’istituzione rappresentata, difendono chi fra loro sbaglia impunemente. Ill.mo Ministro degli Interni, dopo tante elucubrazioni, sono giunto ad una conclusione: se queste persone fossero state immediatamente riconoscibili, responsabili perciò delle loro azioni, non si sarebbero comportate in quella maniera ed io non avrei perso tanto. Le chiedo quindi: com’è possibile che in Italia i poliziotti non portino un segno di riconoscimento immediato come accade nella maggior parte delle Nazioni europee? Ill.mo Ministro degli Interni, io non cerco vendetta, semmai Giustizia. Mi appello a Lei ed a tutte le persone di buon senso affinché questi uomini vengano fermati ed impossibilitati nello svolgere ancora il loro “dovere”. Chiedo quindi che si faccia il processo e nulla sia insabbiato. Cordiali saluti. Paolo Scaroni, vittima di uno Stato distratto.
sabato 19 settembre 2009
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TORINO I tifosi protestano e i presidenti riflettono. La tessera del tifoso sta creando un fronte trasversale di presidenti contrari al provvedimento del Viminale. Domani a Milano, nell'assemblea di Lega, verrà affrontato il problema e Urbano Cairo, numero uno granata, è il capofila di un’opposizione ad un progetto che convince poco.
Presidente, perché questa tessera del tifoso non piace? «Ci sono fattori legati alla privacy e alla giurisprudenza che creano perplessità da più parti e che la fanno sembrare una schedatura. Io, però, sollevo un altro problema. Ben più grave ed inevitabile: il danno economico per le società».
Quale danno può creare una carta che vorrebbe fidelizzare i tifosi alla propria squadra? «Quello di portare il 20% in meno di spettatori in uno stadio, innanzitutto. Adesso si parla di gennaio 2010 per introdurre la tessera solo per le tifoserie in trasferta. Ma tra un anno, quando inizierà la nuova stagione calcistica, se uno non ha la tessera del tifoso non può andare a vedere la partita neanche quando la sua squadra gioca in casa».
Che rischi si corrono? «Questo è un modo per disincentivare quei tifosi occasionali che vanno una volta ogni tanto allo stadio. Invece di agevolare, si complica il percorso per andare a vedere una partita. Con il controsenso che chi segue il calcio per passione e si sposta da uno stadio all'altro, dovrebbe avere la tessera del tifoso di Inter, Juve, Milan, Roma, Napoli e così via».
Mercoledì scorso, dopo la protesta degli ultrà di Toro e Juve contro la tessera del tifoso, lei era in Comune a Torino col presidente federale Abete. Ha esposto i suoi dubbi? «Il problema non è nella Figc che peraltro deve avere anche un atteggiamento in ossequio a quello che decide il governo. Ora deve essere la Lega ad intervenire e l'assemblea di domani sarà l'occasione giusta per confrontarci tra presidenti».
Zamparini l'ha definita da «sistema fascista». Anche lei la pensa così? «Il presidente del Palermo è sempre un po' colorito, ma io non voglio criticare in sé la scelta della tessera. Dico solo che l'impatto è fortemente negativo ed in maniera pragmatica questo è un problema serio in un’epoca di crisi. Noi dobbiamo avere uno sviluppo significativo dei ricavi da stadio e non una perdita come quella che porterebbe la tessera del tifoso».
Però così ci sarebbe più gente davanti alla tv... «La gente vede il calcio in tv perché va allo stadio, anche se ogni tanto, ed alimenta così la sua passione».
Cosa potete fare come presidenti per trovare una soluzione? «Intanto iniziando a ragionarci su per bene e se anche la Uefa si è pronunciata in maniera contraria a questo provvedimento, qualcosa vorrà dire...».
Lei ieri ha incontrato i rappresentati dei Toro Club, c'è unità di intenti? «Sì ed insieme abbiamo anche deciso di aprire lo stadio ai bambini delle scuole elementari e medie con iniziative specifiche. Nelle prime due partite abbiamo avuto il 20% dei paganti come Under 16 ed è da questo dato che dobbiamo partire e lavorare per riempire gli stadi».
Per Toro-Empoli di B c'erano 18.606 paganti, mentre per Juve-Bordeaux di Champions erano in 17.513. Come se lo spiega? «Con una conferma: che i nostri tifosi sono unici per passione e partecipazione. Ed allora è doveroso agevolarli e non bloccarli per venire allo stadio».
Gianluca Oddenino
Varato il 14 agosto dal ministro dell'Interno Roberto Maroni il provvedimento che detta ai prefetti le «Disposizioni per la stagione calcistica 2009/2010». La Direttiva Maroni sulla tessera del tifoso è stata accompagnata dalla firma di un decreto che prevede le modalità di verifica dei requisiti per il rilascio della tessera del tifoso e degli altri titoli di accesso allo stadio, e nel quale si precisa che saranno considerati pregiudiziali solo i Divieti di accesso alle manifestazioni sportive (Daspo) in atto e le condanne per 'reati da stadio' riportate negli ultimi cinque anni.
A seguito degli incontri informali con i vertici delle istituzioni sportive ed i presidenti delle società di serie A e B, la Direttiva prende atto che, sebbene il programma 'tessera del tifoso' incontri una condivisione di principio pressoché unanime, solo poche società hanno varato il progetto o si accingono a farlo, a causa, da un lato, dei rilevanti oneri organizzativi necessari per sostenerlo e, dall’altro, della nota avversione del mondo ultrà al programma stesso.
Con l’inizio del prossimo campionato le società di serie A, B e Lega Pro dovranno tuttavia garantire il rilascio della 'tessera del tifoso' a chiunque la richiederà, contestualmente all’acquisto di un biglietto o all’esibizione dell’abbonamento.
Entro il 31 dicembre 2009 in ciascun settore degli impianti con capienza superiore a 7.500 spettatori (o comunque a norma) dovranno essere previste 'corsie dedicate' per i possessori della 'tessera del tifoso' e dei loro familiari o accompagnatori. I varchi preferenziali dovranno essere strutturati in modo da essere immediatamente individuabili e saranno dotati di sistema di lettura elettronica in modo da agevolare e velocizzare al massimo le operazioni di controllo all’accesso allo stadio e consentire il più rapido e confortevole passaggio degli spettatori.
Dal 1° gennaio 2010 le società potranno vendere o cedere a qualsiasi titolo i tagliandi riservati ai settori ospiti esclusivamente ai possessori della 'tessera del tifoso', i quali saranno esenti dalle 'prescrizioni per gli spettatori' eventualmente indicate dal Comitato di Analisi per la Sicurezza delle Manifestazioni Sportive ed adottate dalle Autorità Provinciali di P.S. competenti; nei settori dello stadio diversi da quelli riservati agli ospiti sarà consentito l’accesso con l’utilizzo di titoli diversi dalla 'tessera del tifoso', dopo l'esibizione agli steward di un valido documento di identità.
ROMA — L'Inter di Massimo Moratti è, finora, l'unico esempio virtuoso tra le società di calcio di serie A e B: 15 mila «tessere del tifoso» già rilasciate a chi ne ha fatto richiesta sottoscrivendo un'autocertificazione, con tanto di fotografia sulla card e doppia chiave di lettura (codice a barre e frequenze Rfid) che consentono l'identificazione certa ai tornelli degli stadi. Il Milan di Silvio Berlusconi, invece, si è dimenticato di inserire la foto (e il codice barre) sulle 158.320 carte «cuore rossonero» inviate a casa e sottoscritte dai supporter rossoneri.
La Juventus del presidente Giovanni Cobolli Gigli «si sta mettendo in regola con il progetto». Infine, le 90 società della Lega Pro, ex serie C, hanno firmato un accordo con Telecom Italia per la fornitura del tesserino e dei lettori mobili (Rfid, quelli degli ski pass) per i varchi degli impianti.
Tutto qui. Il progetto «tessera del tifoso» lanciato dal ministro dell’Interno Roberto Maroni — contestato dagli ultrà, che il 5 settembre scenderanno in piazza a Roma, e mal digerito dalla maggioranza delle società — ha subito uno stop. Tant'è che lo stesso Maroni ha dovuto diramare una circolare in cui si comunica implicitamente ai prefetti che il battesimo della card del tifoso è rinviato: dall'inizio del campionato, 22 agosto, si va al 1˚ gennaio del 2010, data oltre la quale, stando al testo firmato da Maroni il 14 agosto, tutti gli stadi con capienza superiore a 7.500 posti dovranno prevedere «corsie dedicate per i possessori della 'tessera del tifoso'». Così, a partire dal prossimo anno, le società ospitanti potranno vendere i biglietti ai soli tifosi in trasferta che posseggono la carta.
Dunque, scrive Maroni ai prefetti, «solo poche società hanno varato il progetto o si accingono farlo a causa, da un lato, dei rilevanti oneri organizzativi necessari per sostenerlo e, dall'altro, della nota avversione del mondo ultrà». Il fronte del no è guidato dal Catania — mentre altre grandi società come Napoli, Roma, Lazio e Udinese rimangono nell'ombra e non si adeguano — che ha lanciato una vera sfida all’articolo 9 del provvedimento: quello che nega la tessera del tifoso a chiunque sia stato diffidato negli ultimi 5 anni. Secondo Pietro Lo Monaco, amministratore delegato della società etnea, la norma è incostituzionale perché nega l’ingresso allo stadio anche a chi, colpito nel quinquennio dal Daspo, ha già pagato il suo debito con la giustizia sportiva e penale. E la data limite del 1˚ gennaio per le trasferte? «È un provvedimento da regime totalitario», replica l'ad del Catania: «E poi chi la paga questa carta? Il Catania ha già speso 2 milioni per adeguarsi alle nuove direttive sulla sicurezza».
Cosa succederà, dunque, all' inizio del campionato? Niente, se si esclude il virtuosismo dell’Inter. E Paolo Cento, esponente di Sinistra e libertà interprete di molte proteste degli ultrà, auspica che il termine del 1˚ gennaio sia prorogato: «Con la tessera del tifoso si vuole definitivamente normalizzare la passione per le squadre». Contro la registrazione elettronica dei supporter è già partita la mobilitazione degli ultrà che — nel corso di una riunione organizzata a Latina dalle tifoserie di Roma, Lazio, Juventus, Udinese, Milan, Fiorentina, Siena e Reggina — hanno lanciato la mobilitazione per settembre, minacciando anche lo sciopero delle curve: «La tessera del tifoso è un reale incombente pericolo, ci batteremo per i nostri diritti, per la nostra libertà, per la nostra passione». La Digos sta monitorando il tam-tam che viaggia sui siti e attraverso le radio. Appuntamento sabato 5 settembre a Roma, dalle parti dello stadio Olimpico.
Dino Martirano
ROMA - A partire dal prossimo primo gennaio gli appassionati di calcio potranno seguire la loro squadra in trasferta solo se muniti della tessera del tifoso. Lo ha annunciato il ministro dell'interno, Roberto Maroni, nella conferenza stampa al Viminale con il premier Berlusconi, al termine della riunione del comitato nazionale per l'ordine e la sicurezza. Proprio oggi il ministro ha firmato una direttiva indirizzata a prefetti e questori che contiene disposizioni per la stagione calcistica 2009/2010.
A partire dal prossimo campionato, ha spiegato Maroni, "tutte le società dovranno garantire il rilascio della tessera del tifoso a chi la richiede. Entro il 31 dicembre, in ciascun settore dello stadio dovranno essere attivate corsie più veloci, una sorta di telepass, per chi ha la tessera. Per chi non la possiede i controlli saranno più rigorosi", ha detto il ministro sottolineando che dal primo gennaio i tifosi ospiti che non hanno la tessera non potranno entrare negli stadi a seguire la loro squadra.
"Spero che queste misure coercitive - ha proseguito Maroni, servano a vincere la resistenza immotivata di alcune società calcistiche che non vogliono dotarsi della tessera del tifoso".
La tessera del tifoso venne presentata il 27 maggio del 2008 dall'Osservatorio nazionale sulle manifestazioni sportive del Viminale. La tessera, secondo le parole del presidente dell'Osservatorio Felice Ferlizzi, avrebbe consentito "ai titolari, salvo diversa specifica determinazione", l'esenzione da quelle che sarebbero poi potute essere "le eventuali restrizioni alla vendita dei biglietti".
Il possessore della "tessera", quindi, ormai dalla scorsa stagione calcistica, può seguire le trasferte della propria squadra anche se ciò dovesse essere vietato. "Una sorta di tesserino di buona condotta", lo definì all'epoca l'Osservatorio. Ma attenzione, la tessera non servirà a nulla, in caso il giudice sportivo decida la qualifica di una curva, o determini di far giocare una partita a porte chiuse".
L'osservatorio stabilì sempre nel maggio del 2008, i tempi per l'entrata in vigore della tessera. Dopo una prima fase di sperimentazione legata ad alcuni club di serie A, tra i quali Fiorentina, Udinese, Lazio, Roma e Milan, dalla stagione 2009-10, che scatterà il prossimo weekend, ci sarà il via ufficiale che coinvolgerà tutte le società di A e B.
Per ottenere questa tessera, ogni tifoso potrà presentare una richiesta al club di cui è sostenitore, che la potrà consegnare dopo aver avuto il nulla osta dalle relative questure. Il permesso arriverà solo se il possessore non ha precedenti per fatti violenti. In caso contrario, invece, la tessera non verrà rilasciata e, quindi, il tifoso non potrà usufruire dei vantaggi connessi all'uso della stessa.
Nel caso, poi, che un tifoso venga coinvolto in incidenti, la tessera verrà bloccata automaticamente. A rischiare, però, sono soprattutto le società: chi non dovesse controllare adeguatamente, infatti, l'esistenza di precedenti e la distribuzione delle tessere, potrebbero addirittura essere escluse dal progetto.
Presentata come una sorta di carta di identità, la tessera ha più l'aspetto di un bancomat e permetterà, tra le altre cose, di accedere allo stadio attraverso corsie preferenziali ai tornelli. Uno strumento di fidelizzazione che in poche parole permette alla questura di attuare verifiche attraverso una procedura standard diramata a livello nazionale con apposita direttiva ministeriale.
È necessario un cambio di strategia per contrastare laviolenza ultras. E la tessera del tifoso' è la carta da giocare. Di questo si dice certo il ministro dell'Interno Roberto Maroni, che lo ha ripetuto convocando a Roma una sorta di stati generali dal calcio italiano con all'ordine del giorno proprio il problema sicurezza.
Tra false partenze e i ritardi accumulati in questi mesi da tutti i club professionistici se si eccettuano Milan e Inter ministero, Figc e Lega provano dunque arilanciare il progetto. Se infatti il numero di incidenti e feriti (tra spettatori e forze dell'ordine) è in calo da qualche anno, le partite a rischio restano ancora troppe, così come le restrizioni alle trasferte e i vincoli nella vendita dei biglietti. Nello scorsocampionato i match di serie Aper i quali è scattato l'allarme dell'Osservatorio sulle manifestazioni sportive sono stati 109 (su un totale di 380 partite disputate, il 30% circa), cui vanno sommati una ventina di incontri in serie B, un centinaio in Lega Prb (l'ex serie C) e almeno una cinquantina tra i dilettanti. Un bollettino di guerra settimanale che i tecnici del Viminale si augurano di non essere pi costretti a stilare.
In pratica, la tessera del tifoso è finalizzata a sostituire biglietti e abbonamenti. Cosa che porterebbe con sé duevantaggi: in primo luogo, dovrebbe consentire di smaterializzare il titolo di accesso allo stadio debellando il fenomeno del bagarinaggio; in secondo luogo, dovrebbe permettere di identificare con certezza i possessori, evitando l'ingresso negli impianti ai supporter pi facinorosi.
Queste verifiche preventi ve, in realtà, dovrebbero essere già possibili. Il pacchetto Pisanu-Amato (in particolare, gli articoli 8 e 9 del t1 8 del 2007) stabilisce infatti il divieto di agevolazioni o dellavendita di biglietti nei confronti dei soggetti destinatari di Daspo o dei condannati per episodi di violenza legati a eventi sportivi. Si prevede, altresì, che specifici decreti ministeriali avrebbero dovuto definire «le modalità di verifica, attraverso la questura, della sussistenza dei requisiti ostativi per i nominativi comunicati dalle società». L'iter di attuazione di queste misure, tuttavia, non è stato completato, per cui fmora non è stato possibile realizzare appieno - nonostante tornelli e biglietti nominativi sbarra- menti di tipo preventivo.
Viceversa, con la tessera del tifoso questi controlli sono già effettuabili. Milan e Inter che l'hanno lanciata nello scorso anno (di Cuore rossonero , per esempio, ne sono state emesse i6omila e sarà presto abbinato alle stesse un punteggio che premierà i tifosi pi meritevoli), sono già in grado di verificare, interfacciandosi con gli istituti di credito incaricati del coflocamento e soprattutto con la questura di Milano, l'affidabiità del sottoscrittore e la sua fedina penale. In questo modo latesserapu essere subito negata o pu essere revocati a chi si renda protagonista di fatti di violenza nel corso della stagione.
A rischio il 30% dei match di A Il numero di limitazioni imposte a ciascuna squadra da Casms e Osservatorio in base al rischio dei match (stagione 2008/2009)
NAPOLI 26 ROMA 21 ATALANTA 17 MILAN 17 CAGLIARI 17 JUVENTUS 16 LAZIO 13 FIORENTINA 11 SAMPDORIA 11 BOLOGNA 11 INTER 10 GENOA 10 CATANIA 10 REGGINA 7 PALERMO 6 TORINO 5 LECCE 4 SIENA 4 UDINESE 1 CHIEVO 1
M. Bellinazzo
Fonte: Il Sole 24 Ore
Roma. La tessera del tifoso «non ha avuto l’accoglienza che mi aspettavo da parte dei club, ma sono convinto che sia la strada giusta per la sicurezza negli stadi, prima dell’inizio del campionato faremo delle valutazioni». Lo ha detto il ministro dell’Interno Maroni dopo l’incontro con i presidenti di A e con il presidente Figc Abete. Maroni ha definito «molto positivi i risultati nella scorsa stagione». Rispetto all’anno precedente c’è stato un calo del 18% degli incontri con feriti, del 17% dei tifosi feriti, del 40% degli arresti. Unico dato negativo: l’aumento del 6% dei feriti tra gli agenti. Un punto controverso è quello della Tessera del tifoso. Si tratta, ha detto il ministro, «di un documento che certifica che la persona che entra in uno stadio non è soggetta a Daspo e non ha comportamenti inidonei. Opportunità che Milan, Juve e Inter hanno colto, ma dagli altri club non c’è stata accoglienza adeguata. Ho convocato i presidenti: per alcuni i motivi sono legati al costo, per altri l’organizzazione. C’è chi ritiene non sia lo strumento giusto. Io sono convinto che bisogna andare avanti, prima dell’inizio del campionato prenderemo una decisione». «Chi non ritiene di doversi dotare della tessera - ha detto Maroni - potrebbe andare incontro a limitazioni da parte dell’Osservatorio». La Federcalcio si munirà della tessera, a partire dalla sfida Italia-Bulgaria di settembre a Torino.
Fonte: Il Mattino
mercoledì 1 luglio 2009
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«È l'anticamera della carta sui diritti civili, un provvedimento da Ventennio». Lorenzo Contucci, avvocato di molti ultras ed esperto del pacchetto antiviolenza negli stadi, osteggia l'introduzione dal prossimo campionato della tessera del tifoso. Voluta dal ministro Amato (subito dopo la morte a Catania del commissario Raciti) e messa in pratica adesso da Maroni, si presenta come uno strumento di fidelizzazione adottato dalla società di calcio. Per contrastare gli episodi di violenza.
Dov'è il problema avvocato?
Non sono contrario di per sé alla tessera perché è corretto che una proprietà adotti una fidelizzazione coi propri supporter e cerchi di invogliare il proprio cliente con un rapporto di natura premiale. Se sono un sostenitore che va sempre allo stadio in casa, è giusto che in trasferta guadagni dei punti che mi consentono delle agevolazioni rispetto a quelli di solito guardano la partita in televisione.
E allora?
Questa non è la tessera del tifoso ma quella del Viminale, nel senso che da un lato la società si regola con i clienti-tifosi, dall'altro ci vuole il nullaosta della questura come per il porto d'armi. Si configura uno stato di polizia.
Quindi contesta il controllo delle questure?
Il problema sono i criteri con cui viene distribuita la tessera. Vieta l'emissione o la vendita per qualsiasi persona sottoposta a daspo o che è stata condannata, anche con sentenza non definitiva, per reati commessi in occasione o a causa di manifestazioni sportive. Quindi se uno, sbagliando, fa una bravata da giovane poi per tutta la sua vita non potrà più entrare negli stadi.
In realtà Lega Calcio e Viminale dicono che non possono usufruirne solo chi ha una diffida in corso o chi ha avuto una condanna negli ultimi 5 anni.
Non è vero. Mentono sapendo di mentire. L'articolo 9 della legge 401 del '89 è chiarissimo: non devi esser stato condannato, anche con sentenza non definitiva, per reati commessi in occasione o causa di manifestazioni sportive. E non c'è scritto negli ultimi 5 anni. Stesso discorso per il daspo. In base all'articolo tutti i soggetti che hanno ricevuto una diffida, in qualunque anno, per qualsiasi ragione e qualsiasi sia stato l'esito del procedimento penale, non potranno avere la tessera. Poi forse le questure faranno una circolare per ammorbidire il provvedimento. Ma la legge rimane quella.
Quindi anche se alla fine uno viene prosciolto non può più accedere negli impianti?
Certo, la legge non prevede questo caso. C'è un vulnus giuridico, siamo allo azzeramento dei diritti civili di una persona. E malgrado quanto dica il ministero degli Interni a Milano ci sono già alcuni precedenti.
La tessera del tifoso infatti prende come modello la carta milanista Cuore Rossonero.
Un caso? Forse c'è un piccolo conflitto d'interessi (ride, ndr). Comunque la società ha distribuito all'inizio del campionato migliaia di tessere e successivamente il Viminale ne ha bloccate tantissime facendo un grande screening. Alcune sono state invalidate e inserite in un'apposita black list. Da qui il grido d'allarme delle tifoserie del Paese.
Nel resto d'Europa però esistono le tessere del tifoso e il modello non crea malumori.
Ma non sono gestite dallo Stato. A differenza dell'Italia le società sono padrone degli stadi quindi decidono loro chi volere: il nullaosta non viene dato dalla questura. Ad esempio, in Inghilterra le membership card sono gestite dalla proprietà, sono a pagamento e hanno sostituito il pubblico da popolare a ceto benestante. Non tutti possono permettersi la gold card. E' un meccanismo turbocapitalista, non mi piace ma è così e gli ultras lo accettano.
La scritta «No alla tessera del tifoso» campeggia sui muri di molte città italiane da Roma a Firenze, Napoli e Milano. Sta rinascendo un movimento ultras?
Stanno localizzando la protesta attraverso campagne di sensibilizzazione, ma non escludo che facciano anche una manifestazione nazionale. Non sono contrari, ribadisco, alla tessera in generale ma ai suoi criteri di assegnazione. Chiedono di modificare due articoli della legge, per il resto sono anche favorevoli a vietare la tessera per chi ha un daspo in corso o ha commesso, negli ultimi 5 anni, reati in occasione o a causa di manifestazioni sportive. Con un pizzico di buon senso Maroni potrebbe risolvere facilmente la questione, c'è di mezzo la democrazia. Altrimenti faccia come vuole e si troverà proteste ovunque e stadi vuoti.
A livello legale sta preparando un'offensiva?
Sono pronto insieme a un pool di avvocati a fare ricorsi di ogni tipo e in qualsiasi sede. Compresa la corte di giustizia europea. La partita è appena iniziata.
Giacomo Russo Spena
“Tutti devono capire che verranno premiate le società che investono in sicurezza, mentre chi non intende farlo, dovrà affrontare misure molto restrittive. Se tutti avranno la carta del tifoso, l’attività dell’Osservatorio nazionale sulla manifestazioni sportive sarà ridotta al minimo e saranno garantite le condizioni di massima sicurezza. Mi dicono che alcune tifoserie sono contrarie e che addirittura vogliono organizzare una manifestazione. Chi è contro questa tessera è contro la sicurezza e con me avrà vita dura. Si deve passare sempre di più dalla responsabilità oggettiva a quella personale, questo è il nostro obiettivo. Si deve parlare di sport, la notizia deve essere dentro il campo e non fuori. Nelle prosssime settimane voglio incontrare i presidenti delle squadre A e B perchè tutte le società devono introdurre la 'Tessera del tifoso' possibilmente per l'anno prossimo, e chi lo farà avrà delle facilitazioni, ad esempio avrà la possibilità che i propri tifosi possano andare a tutte le trasferte", a dirlo è il ministro dell'Interno Roberto Maroni, partecipando a Milano alla presentazione della 'Tessera del tifoso' dell'Inter. Queste le parole del ministro Maroni alla presentazione della carta del tifoso dell’Inter, riportate sul sito de La Repubblica. Come previsto nessuno spiraglio per un civile e democratico confronto con i tifosi che, in quanto sudditi, dovranno limitarsi a subire le decisioni del Viminale. E’ vero che molti sono apertamente ostili all’adozione della tessera del tifoso, ma è altrettanto vero che altri, sebbene possibilisti, sono scettici circa la reale efficacia di questa misura.
A pochi mesi dalla tessera del tifoso il settimanale dello sport in Campania è andato alla scoperta di come e perché il nuovo strumento di controllo cambierà i rapporti degli appassionati con le società di calcio e con le forze dell’ordine. Attraverso un’intervista choc ad un ultrà del Napoli che ammette: “Siamo preoccupati, molti di noi sono diffidati e rischiano di non entrare allo stadio”.
L’inchiesta di Napolissimo, il settimanale dello sport in Campania, sulla nuova carta del tifoso, parte dal contributo del responsabile commerciale della Lottomatica Servizi, Roberto Quattrini, che ha illustrato il progetto della tessera del tifoso realizzato con il Napoli Calcio e tutte le novità che il nuovo strumento introdurrà nel panorama italiano. “Per il club azzurro sarà un modo per coinvolgere i propri tifosi in tante iniziative di marketing”. Entro il 10 luglio il Napoli Calcio si adeguerà alle direttive dell’Osservatorio varando la prima tessera del tifoso. Sarà una vera e propria fidelity card obbligatoria per chi va in trasferta, capace di migliorare la relazione tra club e propri sostenitori.
Napolissimo è andato ad interpellare anche i tifosi organizzati e, attraverso una intervista ad un ultrà, ha cercato di capire in che modo i gruppi organizzati recepiranno la tessera del tifoso e come reagiranno alla introduzione del nuovo strumento di controllo per gli accessi allo stadio. “Siamo preoccupati – osserva Orlando, nome di fantasia - tra noi ci sono molti diffidati che difficilmente potranno avere la tessera. Di questo passo, una larga parte di noi non potrà entrare allo stadio e i gruppi organizzati rischieranno di uscire ridimensionati nel numero e nello spirito da questo nuovo strumento. Ma le forze dell’ordine devono capire che i gruppi ultrà sono conosciuti, e quindi sono dei punti di riferimento importanti contro la delinquenza. Insomma, oggi noi siamo una specie di garanzia della sicurezza nelle curve. Se la tessera del tifoso ci fa sparire, che cosa succederà?”.
mercoledì 10 giugno 2009
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“No alla tessera del tifoso", è questo uno slogan che accomuna molti ultrà, da Roma a Firenze passando per Genova. I tifosi temono questa tessera che dal prossimo anno sarà praticamente obbligatoria per chi vorrà andare in trasferta. Non vogliono farla: hanno paura di essere schedati (ma facendo l'abbonamento, di fatto già lo sono: diciamo la verità...) e , soprattutto, non accettano che chi ha avuto precedenti da stadio, ed è stato condannato al Daspo negli ultimi cinque anni, non possa fare la tessera del tifoso. Sostengono che così uno verrebbe bollato a vita, o quasi. Io credo che quando uno ha scontato una pena, e il Daspo lo è, penalizzante in molti casi, dopo torni "pulito": perché fargli pesare il passato? Ha commesso un errore? Ha pagato, deve ricominciare da capo. Chiaro che se sgarra di nuovo, non ha diritto ad attenuanti. Ma cerchiamo, nei limiti del possibile, di venire incontro a questi ragazzi, molti di loro cercano il dialogo (che nessuno, o quasi, concede). Rivediamo magari la norma. Coinvolgiamo i tifosi in questo progetto. Sinora solo due club hanno la tessera del tifoso, l'Inter e il Milan. Gli altri si stanno muovendo a fatica, anzi molti non si stanno muovendo affatto e i tempi in vista del prossimo campionato (serie A dal 23 agosto, la B dal giorno prima) sono ristretti. Il Milan l'ha fatta per primo, e per questo merita un elogio: nella fretta ha distribuito migliaia di "tessere del tifoso" senza controllo, alcune poi sono state anche revocate. Quelle attuali pare non siano a norma. Mancano del microchip e di altri elementi indispensabili: che fare, tenerle lo stesso per buone? Rifarle tutte? Bisogna che prima o poi al Viminale si decidano: i diktat del ministro Maroni servono a poco (tanto i club se ne infischiano). Ci vuole anche un'applicazione pratica. Continuano intanto i test di Empoli, voluti dal questore Francesco Tagliente: niente polizia allo stadio, solo steward. Gli agenti stanno sempre nelle vicinanze, pronti ad intervenire se è il caso. E' stato fatto anche in una gara a rischio, i playoff con il Brescia (e 1000 tifosi in arrivo dalla Lombardia, tifosi di diverse estrazioni politiche): è andato tutto liscio, solo a fine gara un po' di tensione fra le due tifoserie. La polizia, che era nascosta vicino allo stadio, è subito intervenuta. Tensioni anche a Livorno: il questore, Nicola Zito, crede anche lui negli stadi senza polizia e ha tentato un esperimento (riuscito) in occasione della gara col l'Albinoleffe. Ma giovedì a Livorno si gioca una partita ad altissimo rischio, il ritorno dei playoff col Grosseto. All'andata ci sono stati incidenti causati da ultrà amaranto (tre arresti, speriamo che per un po' non mettano più piede in uno stadio) e si temono contestazioni della tifoseria locale nei confronti della loro squadra. Massima attenzione, quindi, e polizia ben schierata: ma i test, speriamo, possano continuare in futuro. Questa è la strada: chi non lo capisce, ha sempre a disposizione la tv.
Grazie alla collaborazione coi ragazzi del CCTC (Centro Coordinamento Toro Club) presentiamo il protocollo d’intesa che la FIGC (Federazione Italiana Gioco Calcio) avrebbe voluto concludere con la FISSC (Federazione Italiana Sostenitori Squadre Calcio). Il testo è stato elaborato dal presidente della FISSC (coordinamento Roma) e dai segretari della stessa (coordinamenti Milan e Inter), insieme alla FIGC, nel corso del 2008 ed è stato condiviso con gli altri coordinamenti ad inizio novembre. Il 25 novembre 2008 i rappresentanti del Coordinamento Toro Club sono andati ad Empoli per presentare le loro osservazioni e un testo emendato che fosse meno lesivo della dignità della FISSC. In quella sede hanno esposto il loro punto di vista e consegnato a tutti i rappresentanti dei coordinamenti le loro osservazioni e un nuovo testo. Si sono sentiti controbattere che al testo sarebbe stato possibile, al massimo, “spostare qualche virgola” (testuali parole) dopo di che se ne sono andati sbattendo la porta e uscendo dalla FISSC (in proposito, il giorno dopo hanno anche emanato un comunicato inoltrato a varie testate giornalistiche). Al momento, nessun altro coordinamento si era messo di traverso. Qualche settimana fa, tuttavia, si è appreso che il testo, sulla scorta della discussione nata dalla fuoriuscita del nostro Coordinamento, non era stato firmato e che la FISSC aveva tolto il proprio appoggio alla carta del tifoso nella forma prevista dal ministero dell’interno (va ricordato che Milan e Inter dispongono già della carta del tifoso, in una forma molto simile a quella fortemente sponsorizzata dal governo). Di seguito troverete la premessa e gli articoli che la FIGC avrebbe voluto condividere con la FISSC, mentre in corsivo noterete le osservazioni a margine elaborate dal Coordinamento dei Toro Club.
PROTOCOLLO D’INTESA
tra
La Federazione Italiana del Giuoco Calcio con sede in Roma alla via Allegri, 14 in persona del suo legale rappresentante e Presidente Dott. Giancarlo Abete
e
La Federazione Italiana Sostenitori Squadre Calcio con sede in Milano in via Piccolomini, 5 rappresentata dal Presidente Dott. Francesco Lotito
Premessa
- La FIGC è associazione riconosciuta con personalità giuridica di diritto privato avente lo scopo di promuovere e disciplinare l’attività del giuoco del calcio e gli aspetti ad essa connessi; - La FISSC è una associazione senza scopo di lucro a carattere culturale e sportivo la quale si propone fra l’altro di promuovere, organizzare e sviluppare l’attività, il prestigio e la funzionalità sociale delle organizzazioni di tifosi presenti nel territorio italiano; Al fine di favorire un regolare, legittimo e pacifico svolgimento dell’attività di supporto all’attività sportiva del giuoco del calcio ed allo stesso tempo salvaguardare il rispetto dell’ordine pubblico e delle prerogative costituzionali assicurate ai cittadini nell’ambito delle manifestazioni sportive, la FIGC, anche di concerto con la FISSC, intende sviluppare linee di principio e codici di comportamento che disciplinino l’attività delle organizzazioni delle tifoserie; Un Organo come la FIGC non può stabilire un “codice di comportamento” per soggetti, quali i tifosi calcio, che NON siano né tesserati FIGC, né dipendenti della stessa. Detti tifosi sono altresì soggetti esterni ed indipendenti alla FIGC stessa. Inaccettabile è poi che la FISSC possa essere in qualche modo ricondotta alla elaborazione di simili documenti. Sarebbe gravissimo che fosse la FISSC, riconoscendo tali “codici” a diventare il mezzo per vincolare i propri associati al rispetto degli stessi. Premesso quanto sopra, le Parti come sopra indicate, convengono quanto segue:
Articolo 1 Le premesse sono parte sostanziale del presente accordo essendo quivi da intendersi espressamente richiamate.
Articolo 2 La FISSC si impegna ad adeguare il proprio Statuto nel caso dovessero essere apportate modifiche allo Statuto, alla NOIF e alle altre norme che regolamentano l’attività della FIGC e di ogni sua articolazione anche in caso ed in conseguenza di modifiche da questa apportate. Un impegno di questo genere cancella completamente ogni forma di autonomia e indipendenza della FISSC, andando a sancire la dipendenza totale del testo fondamentale della stessa FISSC (il proprio statuto) a quanto stabilito da un organo esterno, la FIGC, del quale la stessa FISSC diventerebbe, contestualmente alla firma del presente protocollo d’intesa, una mera appendice. Una scelta di questo genere rappresenterebbe la morte giuridica dell’Organo di rappresentanza dei coordinamenti. Gli adeguamenti devono essere frutto della volontà degli associati FISSC, pertanto è necessario che sia la stessa Assemblea a discuterne la validità e approvarli qualora vi si riconoscesse.
Articolo 3 La FISSC si impegna a collaborare con la FIGC per una concreta ed efficace attuazione delle iniziative da quest’ultima adottate al fine di combattere e prevenire ogni forma di violenza dentro e fuori gli stadi in occasione di manifestazioni sportive intraprese nel mondo del calcio. In questo articolo si palesa una disponibilità incondizionata e vincolante collaborare con iniziative poste in essere da un soggetto esterno, senza riservarsi alcuna possibilità di astenersene iniziare un confronto. Si ritiene necessario che, prima di impegnarsi a collaborare in una certa, particolare attività, questa debba essere presentata alla FISSC, debba essere discussa in Assemblea e che sia la stessa Assemblea a deliberare sull’opportunità di collaborare, di non esprimersi o di opporsi.
Articolo 4 La FISSC si impegna a collaborare con la FIGC per diffondere e migliorare l’utilizzo di ogni forma d’orientamento e controllo della tifoseria negli stadi di calcio, come nel caso di forme di attestazione personale e fidelizzazione del tifoso. Riteniamo che il controllo dei tifosi non sia riconducibile, in alcuna forma, a nessuna delle attività che la FISSC debba porre in essere. Inoltre non è tollerabile una accettazione preventiva e incondizionata di una forma di “schedatura” qual è la carta del tifoso, qui PUERILMENTE MASCHERATA con la definizione “forma di attestazione personale e fidelizzazione del tifoso”.
Articolo 5 La FISSC si impegna infine ad organizzare e programmare insieme alla FIGC ogni iniziativa educativa e culturale nella scuola, nelle società e nel mondo dello sport ispirata ai principi di agonismo sano e rispettoso dei cardini di libertà e tolleranza tra gli uomini, nel puntuale rispetto della Costituzione della Repubblica. Anche in questo caso si ritiene necessario sgombrare il campo dalla possibilità che attività della FISSC possano essere, in qualsiasi modo, sfilate dalla espressione di volontà dell’Assemblea e assoggettate, in qualche modo, alla volontà di una entità esterna. Pare assolutamente necessario richiamare l’attenzione della FIGC sulla assoluta disparità di trattamento che viene riservata ai tifosi di calcio rispetto ad ogni altra categoria di “spettatore” e sulla necessità di intervenire in questa direzione.
Articolo 6 La FIGC riconosce alla FISSC rappresentanza e cura degli interessi delle proprie articolazioni periferiche che organizzano le tifoserie delle squadre di calcio, in particolare professionistiche. A tal riguardo la FIGC riconosce alla FISSC il ruolo di promuovere e presentare nelle sedi istituzionali federali ogni proposta che possa comunque contribuire alla attuazione delle finalità riportate nella Premessa e negli articoli di cui sopra. Pare necessario esprimere già in sede di protocollo d’intesa la necessità di un riconoscimento paritario della FISSC da parte della FIGC. E’ inoltre necessario che la stessa FISSC sia riconosciuta non soltanto nel molto limitato contesto di questo protocollo, ma per tutto quanto concerne le problematiche dei tifosi in senso più ampio.
Articolo 7 Anche al fine di aggiornare, rivedere e migliorare le forme ed i contenuti di collaborazione per le finalità di cui agli articoli precedenti le parti si incontreranno almeno due volte l’anno. La FIGC si riserva, in occasioni di particolare urgenza, la facoltà di convocare la FISSC per assumere le conseguenti necessarie iniziative in merito. Infine, anche in sede di aggiornamento o revisione, è necessario che la pari dignità dei due soggetti sia tutelata, pertanto il diritto di convocazione va attribuito ad entrambi i soggetti e le iniziative da porre in essere in caso di urgenza devono essere oggetto di confronto tra le parti e concordate, non “assunte” come indicato nel testo dell’articolo.
Di recente, Adriano Galliani ha scritto una lettera aperta al “Corriere della Sera” per difendere pubblicamente l'istituzione della tessera del tifoso. In essa vi si legge tra le altre cose: “La tessera non può inibire comportamenti delittuosi, né può sostituirsi alle perquisizioni, ai sistemi di identificazione dei violenti per mezzo delle telecamere, al rigore (auspicabile) della legge penale", facendo intendere che la tessera del tifoso (che il Milan ha già adottato) è semplicemente un ulteriore strumento di controllo che si va a sommare a tutti gli altri senza apportare nulla di nuovo. Galliani ha anche sostenuto che: "L'introduzione della tessera del tifoso consentirà l'eliminazione del biglietto cartaceo, e conseguentemente agli ultrà il potere di gestione dei biglietti, con tutte le implicazioni negative", fingendo di dimenticare che la legge Amato già vieta di corrispondere contributi, sovvenzioni e facilitazioni di qualsiasi genere ai tifosi. Che cosa ha spinto zio Fester a sbilanciarsi fino al punto di scrivere al maggiore quotidiano italiano in difesa della sua creatura? Certo ce lo hanno portato le voci di dissenso che iniziano a levarsi da alcune tifoserie italiane; soprattutto, però, si cela dietro la lettera il tentativo di sfruttare a proprio vantaggio gli incidenti avvenuti in Napoli-Milan di quella settimana stessa. In occasione della gara del 22 marzo 2009, tifosi milanisti con tanto di tessera del tifoso hanno lanciato alcune torce contro la Curva A dei napoletani. Giusto un modo per rinverdire un'antica rivalità, ma certo qualche osservazione sulla reale utilità della tessera e sui suoi sviluppi futuri sarebbe stato lecito attenderselo. Niente di tutto questo. Con la consueta “coerenza” la stampa italiana ha preferito sorvolare su cose che potessero disturbare i potenti, dando grande spazio, viceversa, alle gomme bucate dell'auto di Galliani. Tante parole, ma nessuna immagine che documentasse i danni effettivamente subiti dalla macchina... Confortato dall'asservimento della maggior parte dei media, zio Fester è partito al contrattacco infarcendo la lettera al “Corriere” di falsità variamente assortite. Ha enfatizzato quanto era successo a lui e alla sua macchina dopo Napoli-Milan e, contemporaneamente, ha ridimensionato le potenzialità della tessera stessa. In realtà, come vorremmo che diventasse sempre più chiaro, all'inizio della stagione in corso la tessera del tifoso è stata adottata da Inter e Milan come strumento statistico e promozionale ed è stata fornita a tutti gli abbonati senza preclusioni. Viceversa, dal prossimo anno a Milano saranno esclusi dalla tessera del tifoso, e con essa dalla possibilità di acquistare abbonamenti o singoli tagliandi delle partite, tutti coloro che abbiano scontato una diffida in passato e che pure siano risultati assolti dal conseguente procedimento penale. Galliani vorrebbe far passare come innocuo uno strumento che, invece, offre alla parola d'ordine “prevenzione” metodi del tutto anti-costituzionali. D'altro canto, insiste sulla tessera del tifoso come veicolo promozionale del calcio: anche su questo bisognerà alzare adeguatamente la guardia. La tessera del tifoso punta a diventare anche tessera a punti (accumulabili soprattutto con l'acquisto nei negozi convenzionati!), bancomat, carta prepagata; inoltre, per il suo acquisto ci sarà un costo sganciato da quello dell'abbonamento e dei biglietti. Si provi a moltiplicare tale costo (fossero anche solo 10 euro) per il numero dei tifosi in giro per l'Italia: cosa risulta? Un'altra entrata economica per qualcuno, così come lo sono i diritti di prelazione sui biglietti: paghi di più, per non avere nulla di più. Per quanto concerne il rigore della legge penale che zio Fester si auspica, è persin troppo facile ricordare che nel 2006 proprio lui è stato condannato dalla CAF (Corte d'Appello Federale) per aver violato l'art. 1 (lealtà, correttezza e probità) del Codice di Giustizia Sportiva. In quel periodo Galliani, tra le tante cose, era anche presidente della Lega Calcio ed evitò (piuttosto inspiegabilmente) l'accusa di illecito sportivo (art. 6 del CGS) seppure per essa venne condannato il suo sottoposto (Leonardo Meani), che agiva ragguagliandolo e ottenendo relativa approvazione. Galliani fu condannato dalla CAF ad 1 anno di squalifica. La pena fu ridotta a 9 mesi in secondo grado, e poi a soli 5 mesi (più una multa) dall'arbitrato del Coni. Il rigore che egli auspica, probabilmente, è quello che vale solo per gli altri. In tutta Italia, le proteste contro l'adozione della tessera del tifoso stanno crescendo. Riportiamo di seguito uno stralcio del comunicato redatto in proposito dalla curva Sud di Roma: “Per i tifosi, la tessera sarà la scusa per allontanare per sempre dagli stadi tutti coloro che cercano, anche contro le volontà politiche vigenti, di accendere con passione, voce e colore le curve d'Italia”. E ancora: “Siamo giunti forse all'epilogo di una distruzione chiamata: legge Amato. Stiamo subendo il divieto già noto a tutti di introdurre all'interno dello stadio tutto ciò che ha fatto grande il nostro modo di tifare: megafoni, fumogeni, coreografie, bandiere e striscioni. A fronte di questo ci sono stati offerti: difficoltà sempre maggiori nell'acquisto dei biglietti, uno stadio strutturalmente fatiscente e inadatto che si cerca di nascondere dietro fratini gialli con scritto steward, sperimentazioni di parcheggi inesistenti, sempre più illeciti sportivi ed amministrativi della società. Questa sarà la spallata definitiva dello Stato al tifo “all'italiana” che sparirà per lasciare posto al tifo “all'americana” fatto di gadgets, hot dog, televisione”.
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Athletic Daspo (A.D.) 2009, athleticdaspo@gmail.com; Tutto il materiale inserito è liberamente distribuibile se non modificato e se gentilmente citata la fonte.
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